Lapo Elkann, tanto genio, troppa sregolatezza.

Le dinastie familiari nell’Industria dell’auto sono sempre state una faccenda complicata. Intrighi, affari, correnti. Lacrime e sangue. Finchè si trattava di dinastie che controllavano direttamente il Marchio di famiglia.

Poi, soprattutto dalla fine degli anni ’70, di fronte a questioni come globalizzazione, finanziarizzazione e difficoltà del mercato, i nuovi assetti azionari e proprietari hanno ridimensionato il “peso” politico delle famiglie nel settore.
Lapo ElkannOggi, dunque, si può essenzialmente ricondurre una buona fetta di notizie  sul tema al mondo del Gossip. E’ grazie a questo filone che il mondo sa che – ad esempio – Elettra Lamborghini è la nipote del leggendario Ferruccio. Il Gossip ha anche lambito la vita di Susanne Klatten, rampolla della famiglia Quandt (storica azionista della BMW).
Tuttavia un target preferenziale per le notizie “pepate” sembra essere Lapo Elkann. Continua la lettura di Lapo Elkann, tanto genio, troppa sregolatezza.

Accordo FCA e Amazon, ecco perché è “pericoloso” per i Dealer

La collaborazione tra FCA e Amazon ha debuttato il 18 novembre scatenando entusiasmi ed isterie. Non è un’iniziativa particolarmente innovativa ma può essere “pericolosa” per i Concessionari. Ecco perché.

Da quando si è iniziato a parlare di Digital nel mondo Automotive, il FCAmaggior timore di molti operatori (concessionari, venditori etc) è diventato quello secondo il quale il web possa soppiantare la tradizionale filiera commerciale.
In parole povere, che le vendite online facciano sparire figure professionali come quella del venditore. O, nella migliore delle ipotesi, che possano ridurla a mansioni da commesso.

Cominciamo a spazzare il campo e a fare chiarezza: ne ho parlato in un mio post di qualche giorno fa ed è stato Gianluca Italia, Managing Director Italy & EMEA di FCA, a fare chiarezza sul funzionamento dell’iniziativa: Continua la lettura di Accordo FCA e Amazon, ecco perché è “pericoloso” per i Dealer

E perché non una Motor Radio?

La radio in Italia non conosce crisi. La sua diffusione è costante, i dati di ascolto in buona crescita, e così di conseguenza la raccolta pubblicitaria. E se ci fosse una Motor Radio dedicata esclusivamente al mondo Automotive?

Radiomonitor, una ricerca periodica sull’Audience radiofonica di GfK Eurisko, conferma la crescita di ascolti e di raccolta pubblicitaria anche nel 2015. Questo dato, quantificato, vale circa 35 milioni di ascoltatori sintonizzati in media ogni giorno sui vari canali radiofonici.

Messa a confronto con l’editoria e la stampa, questa evoluzione è

motor radio

stupefacente. Volumi, diffusione e ricavi della carta stampata sono ormai in fondo ad un tunnel.
Eppure ancora oggi il settore Automotive investe parecchio sull’editoria ma investe anche molto in pubblicità radiofonica e attraverso gli spazi di informazione di settore che periodicamente quasi tutti i canali radio offrono al pubblico in diverse fasce e giorni della settimana.

E allora, mi domando, cosa si aspetta a far nascere, sulla modulazione FM disponibile a tutti, la prima vera Motor Radio , intendendo come tale una Radio che, in un palinsesto animato da musica, notiziari, pubblicità come in ogni altra stazione radio, sia inquadrabile tematicamente nel settore motori ? Che io sappia, una stazione radio tematica sul genere non è operativa. Continua la lettura di E perché non una Motor Radio?

Brexit: l’industria dell’auto lascia l’Inghilterra?

Gli effetti della Brexit cominciano a farsi sentire in Inghilterra, tanto da mettere in discussione il risultato del referendum di giugno.
Perché? Alcune tra le più grandi multinazionali del Paese, tra cui anche l’industria dell’auto, per timore dei dazi potrebbero decidere di lasciare l’Inghilterra.

Questa prospettiva è piuttosto seria e metterebbe a rischio migliaia di posti di lavoro.
L’impatto sull’economia del Regno Unito sarebbe devastante e gli Brexitscenari davvero insoliti per la Gran Bretagna, da sempre tra i Paesi più solidi nel panorama mondiale.
Nonostante alcune smentite su possibili scenari catastrofici, il timore resta alto. Alcune tra le più grandi banche a livello internazionale infatti, ( come Morgan Stanley e JpMorgan ) starebbero pensando di trasferire alcune centinaia di dipendenti altrove, molto probabilmente in Irlanda. Continua la lettura di Brexit: l’industria dell’auto lascia l’Inghilterra?

L’auto ha un grande cuore: adesso è il momento di mostrarlo

La terra continua a tremare a causa dei terremoti, nel Centro Italia e lentamente cancella borghi, paesi e territori che appartengono al patrimonio storico e artistico del mondo. Ricostruire non vuol dire solo “restituire abitabilità”. Significa ricreare il contesto quel contesto storico e artistico, un’operazione colossale, a pensarci.

Il senso di questo ost ovviamente non è sull’argomento ricostruzione, ma è sul fatto che un territorio è parte integrante di una Società.
Così come parte integrante della Società moderna è diventata terremotil’Auto. Sarebbe dunque importante e suggestivo se il settore Auto si attivasse in quanto settore – in tutte le sue componenti Istituzionali e all’unisono, senza divisioni – a beneficio delle popolazioni colpite dai terremoti continui che stanno colpendo il Centro Italia (e sperando che l’iniziativa non debba ripetersi per altre tragedie), dopo quanto ha già fatto con alcune iniziative importanti (si va dalla donazione di mezzi convenzionali o speciali, alla sospensione delle rate di finanziamento, alle proposte agevolate per tassi e sconti su acquisto di auto in sostituzione di quelle andate distrutte a causa del sisma), azioni fatte soprattutto fatte da Case madri e grandi fornitori del settore.

Per questo mi sono permesso di ipotizzare – con i limiti di chi non opera dentro le Organizzazioni del settore –  alcune iniziative a cui il comparto Automotive “istituzionale” (U.N.R.A.E., Federauto, Aniasa, Assilea tanto per intenderci) potrebbe a sua volta dare vita partendo da un semplice assunto: il mercato auto (a dispetto anche delle previsioni del sottoscritto) quest’anno ha ripreso alla grande. Continua la lettura di L’auto ha un grande cuore: adesso è il momento di mostrarlo

Energia pulita per la mobilità sostenibile,l’esempio di Futur-E

Abbiamo parlato spesso di mobilità elettrica e oggi più che mai la direzione sembra essere questa.
Ma per avere senso, un EV deve essere alimentato da energia “pulita”. L’innovativo progetto Futur-E di Enel ha come obiettivo diminuire i costi dell’energia aumentando l’efficienza e la sostenibilità. E rendere le vecchie centrali dismesse opportunità per il territorio.

Viaggio spesso per lavoro e mi capita con una frequenza sempre maggiore di utilizzare servizi di car sharing, è una soluzione che preferisco rispetto al classico noleggio auto soprattutto quando ho Futur-Eappuntamenti all’interno della stessa città. Il più delle volte per raggiungere uffici o location in centro, generalmente in zone di strisce blu o ZTL.
La scorsa settimana, mentre mi destreggiavo nel traffico di Milano, riflettevo su un aspetto che il car sharing ancora non affronta in maniera decisa: la sostenibilità del trasporto urbano.
In effetti, i maggiori player del car sharing non propongono mezzi elettrici, o lo fanno su numeri ancora troppo piccoli. Continua la lettura di Energia pulita per la mobilità sostenibile,l’esempio di Futur-E

Quei tre giorni di fuoco per il mercato dell’auto

Il dato analitico è inequivocabile: negli ultimi tre giorni di ogni mese viene immatricolato mediamente il 35% delle auto vendute, ma c’è chi arriva al 70%.
Normalità per il mercato dell’auto o anche un pizzico di furbizia?

Che il mercato dell’auto abbia un andamento ondivago nel corso dell’anno è abbastanza normale.
Ci sono mesi “morti”, come gennaio e agosto che pagano il primo lo scotto delle vacanze e delle spese natalizie mentre il secondo quello delle ferie estive, e mesi decisamente più “frizzanti”.

mercato dell'auto
Può invece sembrare un’anomalia il fatto che gli ultimi tre  giorni di ogni mese pesino mediamente fra il 35% e il 40% del totale delle targhe del mese, con punte del 57% di alcuni costruttori nostrani. Continua la lettura di Quei tre giorni di fuoco per il mercato dell’auto

Commissione UE contro Volkswagen nello scandalo Dieselgate

Lo scandalo Dieselgate sembra non conoscere fine e, come previsto, varca i confini d’oltreoceano, per approdare in Europa.

Delle ragioni di questo scandalo e dell’evoluzione dello stesso, abbiamo avuto già modo di parlarne. Avevamo visto che, direttamente o indirettamente, le conseguenze sarebbero state pagate dai piccoli concessionari, le vere vittime di questo scandalo.

Dieselgate

Tuttavia per la Volkswagen le brutte notizie sembrano non finire, dal momento che la Commissione UE si è schierata a favore dei consumatori. Continua la lettura di Commissione UE contro Volkswagen nello scandalo Dieselgate

Acquistare online i tappetini per auto? [recensione]

Premessa: mi servivano dei tappetini per l’auto di mia moglie e ho deciso di acquistarli online.
Breve recensione dell’esperienza d’acquisto su StilistAuto.it

tappetini
Ogni volta che uso l’auto di mia moglie finisco con il dover sistemare qualcosa.
Una volta tocca alla lampadina fulminata da sostituire, un’altra volta alle spazzole tergicristalli da sostituire, qualche mese fa ho comprato e montato dei coprisedili nuovi perché abbiamo anche un cane e il pelo finisce dappertutto.

E stavolta?
Beh, è il turno dei tappetini, arrivati alla fine di un lungo e onorato servizio.
Me ne accorgo sia dall’usura dei tessuti sia dal fatto che, ormai, tendono a scivolare, soprattutto quello lato guida che rischia di incastrarsi sotto i pedali. Continua la lettura di Acquistare online i tappetini per auto? [recensione]

Mobilità ecologica e auto elettrica: piccolo è bello, ma l’Europa non lo sa

Le vedi ogni tanto in giro : più spesso sembrano vetturette uscite dal mondo di Barbie® o di Big Jim® ma in fondo se non fosse per loro il testimone dell’ auto elettrica sarebbe decisamente abbandonato a se’ stesso.
Invece, grazie a microcar, piccoli veicoli elettrici ma anche a scooter e quad si riesce a vedere un poco di mobilità elettrica incunearsi nelle nostre strade.

Sarà che per anni abbiamo atteso la Santa Guerra dei Costruttori Globali nel settore “100% elettrico” dovendoci rassegnare, per il momento, a non più di 4/5 Marchi in lizza sul mercato.
auto elettricaSarà che le previsioni commerciali per questo particolare segmento di mobilità (e non solo in Italia) prevedono una domanda generalmente molto limitata e probabilmente non ancora in grado di garantire ROI e ammortamenti, come avviene per le motorizzazioni classiche. E questo in tempi di aleatorietà economica è un rischio che nessuno vuole correre. Continua la lettura di Mobilità ecologica e auto elettrica: piccolo è bello, ma l’Europa non lo sa

Bud Spencer, Terence Hill e la dune buggy

Bud Spencer è stato più di un attore, per me è stato uno di famiglia.
Sono cresciuto con i suoi film, sia quelli in coppia con Terence Hill sia quelli da solo.

E non dimentico quanto, da piccolo, abbia sognato la dune buggy di “…altrimenti ci arrabbiamo”!

La notizia della morte di Bud Spencer mi ha colto mentre lavoravo al computer in giardino.
Bud SpencerE’ stata una doccia fredda in una calda sera d’estate, sapevo che sarebbe arrivato il momento ma speravo fosse sempre un po’ più in la, perché pensavo – in fondo –  Bud Spencer non poteva morire.
Non ricordo quando ho visto il primo film della coppia Bud&Terence per la prima volta, ero talmente piccolo che la presenza di quell’omone con la barba e dello smilzo biondo è diventata una consuetudine tale da considerarli non come due attori, ma due di famiglia.

Difficile, se non impossibile, dire quale sia il mio film preferito.
Tutti hanno il loro perché, tutti raccontano un’avventura e in tutti ci sono quelle belle scazzottate date “a fin di bene”, nelle quali nessuno si fa mai male veramente.
Una comicità d’altri tempi che non aveva bisogno di volgarità spinte, forse questo spiega l’affetto di tante persone di generazioni diverse che hanno voluto dedicare a Bud Spencer un pensiero in rete. Continua la lettura di Bud Spencer, Terence Hill e la dune buggy

Caro Dealer conosci la tua reputazione online?

In epoca Digital è fondamentale conoscere la nostra reputazione online.
Questa regola vale anche per i Dealer auto, che molto spesso ignorano quello che si dice di loro sul web.
Anche tu? Ecco 5 tool facili da usare.

Qualche tempo fa  un amico blogger mi mostrò una cosa che mi lasciò allibito in tema di reputazione online.
Lui scrive (anche) di manutenzione auto e aveva pubblicato un post reputazione onlinesu problematiche legate alla manutenzione delle auto in Noleggio a Lungo Termine.
Era successo che molti clienti di una nota azienda di NLT scrivevano sul suo Blog lamentandosi e chiedendo aiuto dal momento che l’azienda in questione aveva un servizio di Customer Service da far pena.
Una mole non indifferente di commenti negativi a cui se ne aggiungevano altri presenti su forum di settore, che costituivano un’incredibile pubblicità negativa di cui l’azienda ignorava completamente l’esistenza.
Azienda che, nel frattempo, spendeva fior di quattrini in pubblicità.
Continua la lettura di Caro Dealer conosci la tua reputazione online?

Camp Jeep 2016 75° Anniversario, si accende l’avventura

Manca poco all’inizio del Camp Jeep 2016 75° Anniversario, l’attesissimo evento che Jeep organizza per i sui appassionati.
Dal 2 al 5 giugno a Bassella, vicino Barcellona, all’insegna dei valori di Jeep: passione, avventura, libertà e autenticità. 

Quando si parla di Jeep si parla di fuoristrada, del marchio che ha dato al suo Brand il significato stesso di off-road.
Camp Jeep 2016 75° AnniversarioOvunque nel mondo, da 75 anni Jeep significa libertà, avventura e divertimento.
E quale modo migliore di condividere la passione per Jeep e per l’off-road del Camp Jeep 2016 75° Anniversario?
Un evento unico e incredibile che porterà migliaia di possessori e di appassionati europei di Jeep come te a Bassella – nord-ovest di Barcellona (Spagna) – per una tre giorni all’insegna del puro divertimento.
E siccome quest’anno si festeggiano anche i 75 anni del marchio, il Camp Jeep 2016 sarà il più coinvolgente ed emozionante di sempre, con un programma ricco e tante sorprese che ti stupiranno e sapranno soddisfare tutti, dagli appassionati del fuoristrada duro ai possessori di Jeep che usano la loro vettura soprattutto nel traffico e vogliono provare l’esperienza fuoristrada. Continua la lettura di Camp Jeep 2016 75° Anniversario, si accende l’avventura

Elon Musk, figlio di Dusio, di De Lorean o…?

Elon Musk è il personaggio del momento.
Nell’auto con Tesla, nel web con PayPal, nello spazio con SpaceX e nei trasporti veloci con Hyperloop.

Elon MuskVisionario, insofferente alle regole e gran cultore dell’immagine.
Come due “grandi” del passato.

1946, 70 anni fa: Piero Dusio cambia denominazione sociale in Cisitalia Automobili SpA ad una realtà acquisita tempo prima.
Dusio era un moderno Mida.
Nato da famiglia agiata, grazie al suo talento imprenditoriale Piero Dusio aveva impostato un’attività di rappresentanza di materiali tessili per l’Esercito durante la Guerra.
Capite bene cosa significò in termini di ritorno di cassa.
Verso la fine della Guerra Dusio – dal passato di atleta e pilota automobilistico – capisce che il futuro è nella mobilità e nell’auto. Inizia con uno stabilimento di biciclette, passa ai mezzi per l’agricoltura, poi acquisisce il controllo di una società meccanica.
Da cui nasce, nel 1946, la Cisitalia. Continua la lettura di Elon Musk, figlio di Dusio, di De Lorean o…?

Ho comprato dei coprisedili per l’auto, soldi ben spesi

Coprisedili in auto?
No, non è roba da vecchi!
Li ho rivalutati recentemente, comprandone un set per la macchina di mia moglie.
Il motivo? Baldo, il mio cane, e l’uso intenso dell’auto.

Lo ammetto, erano anni che non compravo dei coprisedili per la mia macchina, credo che l’ultima volta sia stata per la mia prima auto, una Renault Clio 1.4  del ’92, acquistata usata nel 1997.
All’epoca, seguendo l’abitudine di mio padre che non si faceva mai coprisedilimancare i coprisedili in auto, ne comprai un set azzurrino per coprire una bruciatura di sigaretta che chissà quale amico aveva lasciato sul sedile posteriore, dopo un sabato sera di baldoria da ventenni.
Poi, negli anni successivi, ho lasciato i sedili delle mie auto liberi di mostrarsi, in alcuni casi in pelle come quella nera e rossa di una BMW Z3 del ’99 rimasta nel mio cuore.
E, inaspettatamente, anche mio padre ha rinunciato ai coprisedili delle auto aziendali che ha avuto negli anni 2000, compresa la Focus che si è tenuto ora che è in pensione. Continua la lettura di Ho comprato dei coprisedili per l’auto, soldi ben spesi

Mahindra, Marchionne, Musk. I guru della new age Automotive

Chiudete gli occhi: pensate ad almeno 10 modelli di auto che vi sono rimasti impressi negli ultimi 5 anni.
Facile, vero? Ora, riprovate: pensate ad almeno cinque nomi e cognomi di personaggi a capo di realtà industriali che hanno colpito il Vostro interesse, quelli che definireste “guru”. Più difficile.

E’ vero, direte voi, che i tempi di Lee Iacocca sono ormai lontani.
Però stranamente questi ultimi venticinque anni di mercato globale guruAutomotive hanno trasformato il prodotto auto da bene di utilità strumentale a portatore e veicolo di valori sia oggettivi che intrinsechi.
In parole povere, 25 anni fa esplodeva il fenomeno “Brand fatalmente congiunto con quello della “qualità totale”  e risultato principale furono la fine della dimensione “artigianale” del prodotto auto, la fine del personalismo rappresentato da firme e griffe che fino a poco tempo prima accompagnavano la realizzazione di modelli o versioni esclusive, ma soprattutto la scomparsa del cosiddetto “uomo forte” a beneficio della maggiore visibilità del Marchio (oops, del Brand).
Continua la lettura di Mahindra, Marchionne, Musk. I guru della new age Automotive

Top Marques, Monte Carlo. E la parte errata della barricata

Per il terzo anno di fila ero presente (sia come blogger individuale che come corrispondente per la rivista cartacea) al Top Marques come “press”, stampa. Se ci sei come stampa, sei dalla parte sbagliata della barricata. Ma meglio che non esserci per niente. 

Ok. Siamo onesti.
La verità è che Internet ha dato voce a tante persone la cui opinione è a spesso stupida e quasi sempre irrilevante, ha dato spazio a top marquesincapaci e visibilità a inetti.
Per ogni musicista, attore, videomaker o scrittore bravo emerso grazie alla rete ce ne sono centomila che non hanno né talento né capacità e occupano spazio che magari meriterebbe qualcun altro.
Non è finita qua.
Internet ha creato la disinformazione.
Tonnellate su tonnellate di link e articoli completamente errati e deliberatamente fuorvianti che vengono però ritenuti credibili da orde di utenti che “l’ho visto su Facebook allora è vero”. Continua la lettura di Top Marques, Monte Carlo. E la parte errata della barricata

Suzuki Jimny, al volante del mito 4×4

Basta uno sguardo per capirlo: la Suzuki Jimny è un fuoristrada, nulla a che vedere con i Suv e i Crossover che impazzano sul mercato!
L’ho provata nel suo habitat naturale: la montagna.

La Suzuki Jimny appartiene a quel ristretto numero di automobili Suzuki Jimnycapaci di essere un segmento a se stante.
Nel caso della piccola giapponese, quello dei fuoristradini.
E si che il progetto da cui discende la Jimny di strada – e di fuoristrada – ne ha percorsa parecchia dal 1970, quando la progenitrice LJ 10 nacque attingendo al progetto della Hope Motor Company ON 360 (clicca qui per leggere la storia della gamma SJ).

Insomma, la Jimny è un mito a quattro ruote!
E un mito va provato, possibilmente in quello che è il suo elemento naturale. Continua la lettura di Suzuki Jimny, al volante del mito 4×4

Il new deal del mercato auto: abbasso il Brand, viva le Griffe

Mulliner Park (Rolls Royce), Ghia (Ford), Gordini (Renault), Cooper (Austin Mini) ovviamente Abarth (Fiat) ma anche sporadicamente Matra (per Talbot Peugeot), Daimler (Jaguar); e negli USA Le Baron (per la Chrysler), Eagle (la divisione sportiva di AMC ad opera di Dan Gurney ) mentre  in Giappone infine spiccava Mugen Power per la Honda.

Questo, a memoria, una veloce rassegna che dimentica purtroppo tanti nomi.
E poi, dalla fine degli anni Novanta la dinamica “globalista” dei GriffeMarchi auto, l’opportunità di sviluppare identità di marca e diffondere il concetto assoluto del Brand ha portato lentamente alla scomparsa delle Griffe.
Con questo termine intendo non proprio i Designer o i Centri Stile canonicamente impegnati al disegno di Stile o alla elaborazione in outsourcing di specifiche linee di prodotto o di famiglie di autovetture per conto delle Case madri.
No, le “Griffe” corrispondevano proprio a realtà aziendali di prestigio – partecipate direttamente dai Costruttori o perchè acquisiti o perchè assorbiti dentro la compagine industriale di Marchi o Gruppi – a cui era demandata la “griffatura” di modelli o linee esclusive di auto prodotte dal Costruttore. Continua la lettura di Il new deal del mercato auto: abbasso il Brand, viva le Griffe

Perchè l’ SMS Marketing aiuta la tua concessionaria?

Contattare i tuoi clienti uno ad uno, con un messaggio altamente personalizzato e – soprattutto – con elevate possibilità che venga letto, ti sembra un impresa difficile?
L’ SMS Marketing può aiutarti, grazie ad un servizio che devi assolutamente provare.

Già, proprio il caro, vecchio SMS!
Perchè nonostante l’avvento dell’Email Marketing, l’ SMS rimane un sms marketingmodo di comunicare molto più semplice ed immediato della posta elettronica.
Prova a pensare a quante email ricevi quotidianamente!
Molte di esse sono pubblicità, che servizi avanzati di posta come quello di Google classificano immediatamente come spam, archiviandole in caselle che tu non aprirai mai se non per svuotarle.
Le mail poi spesso sono lunghe, piene di immagini e di testo pesanti da caricare, soprattutto da mobile.
Sai che molte persone utilizzano il proprio smartphone per scremare lo spam dalle email utili, che leggono poi comodamente da pc? Continua la lettura di Perchè l’ SMS Marketing aiuta la tua concessionaria?

Suzuki Baleno, giapponese con DNA italiano

Ho provato la nuova Suzuki Baleno, la compatta giapponese con l’Italia nel DNA.
Disegnata nel Centro Stile di Torino, apre nuovi scenari per la casa Jap: piattaforma inedita, comfort di categoria superiore e tecnologia ibrida.

Il contesto è quello del Lago di Garda, una brezza leggera muove suzuki balenol’aria e accarezza il design liquido della nuova Suzuki Baleno.
La nuova compatta giapponese si presenta al pubblico italiano con i tasca il record di vendite in India: 100.000 Baleno vendute da ottobre 2015.
Non basta, ci sono altre 2 interessanti “prime volte” in questa nuova Suzuki Baleno:
– è la prima Suzuki ad essere stata disegnata in Italia, a Torino
– è la prima auto del marchio giapponese disponibile con tecnologia ibrida.
Insomma, un concentrato di novità da osservare più da vicino. Continua la lettura di Suzuki Baleno, giapponese con DNA italiano

Ripresa mercato auto 2016: “to be” o un po’ troppo B2B?

Evvai! Il malato in rianimazione si è ridestato.
Il mercato dell’auto in Italia è riesploso, i primi due mesi hanno fatto, è il caso di dirlo, il “boom”!!
Ecco i toni trionfalistici delle Associazioni di Categoria, UNRAE, Aniasa, Federauto, Assilea.

Le stesse Associazioni che durante le crisi, tuttavia, si erano limitate a chiedere al Governo la riduzione del carico fiscale, o meglio ancora una nuova pioggia di incentivi all’acquisto del nuovo.
Ma si sa, quando le cose vanno bene ci si dimentica dei fattori endemici del mercato auto italiano.

Ad inizio anno mi sono avventurato, unico fino ad ora, a prevedere un 2016 tutt’altro che esplosivo per il mercato Auto .
mercato auto 2016Certo, con qualche settore positivo (vedi i settori Usato, Car Sharing, Veicoli Commerciali) sottolineando però come la crescita a due cifre prevista e sbandierata per Noleggio a Lungo Termine e per immatricolazione nuove auto non ci sarebbe stata.
In verità i numeri di Gennaio e Febbraio mi danno torto, secondo UNRAE i dati dell’immatricolazione auto nuove superano abbondantemente +30% di media per mese rispetto allo stesso bimestre dello scorso anno.
lo stesso Noleggio a Lungo Termine segna un balzo di immatricolazioni del +28,9%  rispetto a medesimo periodo del 2015.
Se poi pensiamo che dobbiamo ancora arrivare ai mesi “caldi” per il mercato auto, la proiezione di fine anno dovrebbe essere strepitosa. Continua la lettura di Ripresa mercato auto 2016: “to be” o un po’ troppo B2B?

Sovraccapacità produttiva, l’auto come il petrolio

Da mesi ormai il prezzo del petrolio è in calo, tra le cause c’è la sovraccapacità produttiva che inonda il mercato di greggio.
Un problema che tocca da vicino anche il settore Auto, con Dealer alle prese con stock difficili da smaltire.
Così, lo sconto diventa l’unica arma e la redditività cala.

Che l’auto sia strettamente legata al petrolio è un dato di fatto, volente o nolente la stragrande maggioranza di auto è alimentata ad idrocarburi.
sovraccapacità produttivaStavolta però, il tipo di alimentazione non c’entra nulla.
L’accostamento nasce spontaneamente osservando il drastico calo del prezzo del petrolio, che tra le sue ragioni ha l‘enorme quantità di greggio prodotto dai paesi estrattori, ben al di sopra delle reali necessità mondiali.
Una situazione paradossale che potrebbe essere affrontata nella maniera più logica: l’eccesso di offerta si combatte diminuendo la produzione, non potendo aumentare ulteriormente la domanda.
Anche un bambino lo capirebbe! Continua la lettura di Sovraccapacità produttiva, l’auto come il petrolio

Formazione auto, orizzonte troppo corto?

Una formazione auto mirata alla crescita nel medio/lungo periodo è indispensabile.
Un assunto che dovrebbe essere scolpito nella testa di tutti ma che, invece, stenta a tradursi in progetti di lunga durata.
Sicuro che convenga vivere alla giornata?

Qualche giorno fa ho chiesto ad un vero esperto della formazione auto, che mi onora della sua amicizia, un giudizio su questo avvio di 2016 nel suo campo.
La risposta mi ha lasciato basito:

“Partiti a razzo! Tutti vogliono fare formazione, dalle Case tantissima confusione e pochi progetti davvero mirati ad una crescita nel medio termine per le proprie reti.
Nessuno che crede e vede un progetto formativo strutturato su due/tre anni per consolidare, cambiare per davvero”. 
 

Mi si è gelato il sangue!
Come è possibile che in un settore come quello Automotive, falcidiato dalla crisi e ora davanti alla prospettiva di una ripresa, non formazione autoci siano progetti di crescita a medio e a lungo termine?
Possibile che, troppo presi dai numeri e dagli obiettivi di immatricolazioni immediati, gli AD delle Case auto prendano in considerazione, al massimo, il periodo di durata del loro mandato? Come ho scritto in questo post, ho paura che sia le Case che i Dealer si siano “ubriacati” di Digital senza però considerare un altro aspetto: il Digital è inutile senza una strategia di lungo periodo e processi per attuarla.
E la formazione auto è una di quelle strategie che vanno implementate, perchè sarebbe assurdo avere la migliore auto sul mercato se i venditori non sono adeguatamente formati. Continua la lettura di Formazione auto, orizzonte troppo corto?

Auto a gas, corsa finita?

Nel 2015 il mercato auto italiano è tornato a crescere ma non per le auto a gas.
Mentre per le auto a benzina e a gasolio la domanda è in aumento, crolla la quota delle auto a Gpl e a metano.
Vediamo i motivi e perchè, invece, sarebbe meglio il contrario.

L’anno appena passato si è chiuso con un balzo in avanti del mercato auto italiano del 15,8%.
auto a gasNe abbiamo parlato e abbiamo spiegato perchè, nonostante i trionfalismi, è meglio rimanere con piedi per terra.
In una selva di dati con il segno positivo spiccano però quelli relativi alle auto a gas, in decisa controtendenza con il mercato.
I dati pubblicati da UNRAE nel suo Book 2015 fotografano il trend rispetto al 2014, suddiviso per alimentazione:

  • benzina +24,8% con una quota di mercato del 31,2%
  • diesel +16,7% con una quota di mercato del 55,4%
  • Gpl -3,0% con una quota di mercato del 7,7%
  • metano -13,1% con una quota di mercato del 4%
  • ibride +21,5% con una quota di mercato del 1,7%
  • elettriche +32% con una quota di mercato del 0,09%.

Continua la lettura di Auto a gas, corsa finita?

La ripresa del mercato auto è globale, per gli italiani non troppo

Rispuntano un po’ come avevano chiuso, si insediano lungo le vie consolari o ben visibili dalle tangenziali, lasciando i vecchi quartieri in centro città che una volta le ospitavano. Da semplici negozi affaccio strada diventano sempre più degli hangar, vere e proprie città dell’auto visibili pure da Google Hearth. Ritornano, più o meno timidamente, gli “Showrooms”.

Erano e sono fatti per fare entrare gente, e gli operatori di settore ritengono – in maggioranza – che la ripresa del mercato auto quest’anno sarà definitiva e difficilmente invertibile.
ripresa mercato autoSolo  io continuo a pensare che è cambiata un’epoca? Soprattutto in Italia, dove l’automotive non determina più fenomeni sociali, ma li segue.
Da modesto osservatore di settore ho scritto questo Post giorni fa che – per fortuna – ha ricevuto seguito e parecchi commenti, anche (prevedibilmente) negativi.
Ho ipotizzato un 2016 ben diverso da quello che parecchi operatori e professionisti ritengono di vedere al 31/12, e ovviamente so di aver preso un bel rischio.
Perchè, per ora, sono uno dei pochi che si esprime così.
Eppure, basterebbe guardarsi intorno per capire. Continua la lettura di La ripresa del mercato auto è globale, per gli italiani non troppo

Che fine ha fatto l’Alfa Romeo Giulia?

L’Alfa Romeo Giulia è l’auto destinata a sfidare le tedesche e punto di partenza del piano di rilancio del Biscione.
Presentata in pompa magna lo scorso 24 giugno d
oveva essere già in vendita, ma (forse) arriverà tra due mesi.
Semplice ritardo o un’abile strategia di marketing?

L’ho scritto il 26 giugno 2015 in questo post: Alfa Romeo Giulia, buona la prima ma occhio ai passi falsi!
Già, perchè la presentazione – o meglio, l’anteprima – della nuova Alfa Romeo Giuliaberlina del Biscione aveva scatenato l’entusiasmo degli appassionati e la curiosità degli addetti ai lavori.
Di grande effetto l’idea di mostrare per prima la versione più cattiva della gamma, la Quadrifoglio con il motore 3.0 V6 turbo benzina da 510 cavalli, capace di girare al Nurburgring in 7’39” (leggi questo post con qualche precisazione).
E poi la presenza del Grande Capo: Sergio Marchionne aveva presenziato nel rinnovato Museo Storico di Arese annunciando tre obiettivi:

  • una nuova era Alfa
  • 7 modelli nei successivi 3 anni
  • 400.000 unità vendute all’anno entro il 2018

Continua la lettura di Che fine ha fatto l’Alfa Romeo Giulia?

Il 2016 per l’Automotive italiano sarà sotto il segno “meno”

Il mondo dell’Automotive italiano e i Media di settore stendono il tappeto rosso al 2016 che arriva, forti del milione e mezzo (e spiccioli) di nuove immatricolazioni che l’anno passato ha fatto vedere.
Soprattutto rassicurati dal timido ritorno della leva finanziaria (acquisto a rate, leasing, noleggi) e dal basso prezzo del petrolio che, si sa, è sempre un aiutino non da poco alla ripresa dell’uso dell’auto.

Senza contare che i Dealers stanno sfregandosi le mani per

automotive italiano
Mercato Italia 2015 – Fonte ANFIA

l’orgasmo ambientalista di sindaci sprovveduti che hanno
tormentato gli automobilisti con targhe alterne, blocchi ed altre amenità del genere, senza alcun effetto sull’aria.
Ma come al solito sono pochi quelli che hanno il coraggio di dire che le cose non stanno per niente a posto. Continua la lettura di Il 2016 per l’Automotive italiano sarà sotto il segno “meno”

Quanto guadagna il concessionario?


“Ma quanto guadagna il concessionario sull’auto che mi sta vendendo?”
E’ una domanda che probabilmente ti sarai posto quando hai acquistato la tua auto, o magari te lo sei chiesto leggendo i prezzi dell’auto dei tuoi sogni.
La risposta è: molto meno di quello che pensi! Leggi qui.

Qualche tempo fa ho scritto un post (clicca qui per leggerlo) dedicato ai guadagni dei venditori di auto, un po’ per soddisfare la curiosità di chi me lo chiedeva, un po’ per sfatare il mito che a quanto guadagna il concessionariovendere auto si facciano soldi a palate.
Di conseguenza, ho deciso di scrivere questo post per spiegare quelli che sono i margini di guadagno del Concessionario (chiamato anche Dealer).
Perchè, secondo me, c’è la percezione (sbagliata) che un Concessionario si metta in tasca una bella fetta del prezzo di una vettura.
Continua la lettura di Quanto guadagna il concessionario?

Impianti audio moderni, e se tornasse la semplicità?

Fade è una canzone che probabilmente non avete mai ascoltato, di una band che si chiama Staind ,che probabilmente non conoscete. Ecco perché sono rimasto sorpreso e contento quando, l’altro giorno, un qualche DJ evidentemente in gamba ha deciso di passarla sull’unica radio che ascolto in Italia, a parte quelle sportive.

La sorpresa si è presto trasformata in furia cieca quando impianti audio moderniall’improvviso, e senza il mio consenso, la canzone è stata interrotta da una trasmissione sui dati del traffico in cui un uomo con la voce fastidiosa annunciava una coda di un paio di chilometri sulla A14, tra Loreto e Civitanova Marche, per il ribaltamento di un tir che portava un carico di tessuti proveniente da Filottrano. Continua la lettura di Impianti audio moderni, e se tornasse la semplicità?

Il mondo dell'Auto come non lo hai mai letto

error:
Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.5 Italia
This work by Andrea Tartaglia is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.5 Italia.