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Auto diesel: sono ancora così convenienti?

Il mondo dell’automobile si sta evolvendo sempre più rapidamente e in direzioni alquanto imprevedibili.

Capire oggi quale sarà il vero futuro dell’auto è molto difficile. Le case automobilistiche continuano a investire sia su alimentazioni innovative (ibrido, elettrico) sia su quelle tradizionali (benzina, gasolio), ma nessuno sa veramente cosa accadrà nel prossimo decennio.

auto diesel

In questo articolo facciamo il punto della situazione, cercheremo di capire se è ancora così conveniente scegliere un’auto diesel rispetto ad una benzina in virtù delle sempre più stringenti normative antinquinamento. Continua la lettura di Auto diesel: sono ancora così convenienti?

Arrivederci e grazie, Bernie. Ora la F1 è “libera”

Lo sport è molto più che sport, è denaro!
Liberty media, la società che gestirà la F1, sembra avere idee chiare su come riaccendere la passione dei tifosi di motori.
E nessuno sa spettacolarizzare come gli americani.

F1

Il calcio, così come molti altri sport, è un veicolo.
Lo hanno capito gli arabi, lo hanno capito i cinesi, lo hanno capito gli americani. C’è chi lo nega, un po’ per essere snob, un po’ forse per genuina antipatia verso questo sport in cui “22 scemi in mutande corrono dietro a un pallone”.

Immaginate cosa sarebbe Barcellona senza l’FC Barcelona, ‘Més que un club’, lo si legge a caratteri cubitali al Camp Nou (in catalano e non F1in spagnolo, attenzione) ed è così, molto più che un club, le code chilometriche di persone in fila per accedere al museo e farsi un selfie sulle tribune sembrano quasi più dense di quelle fuori dalla Sagrada Familia.
Immaginate Madrid senza il Real Madrid, anzi no aspettate, immaginate Manchester senza il Manchester City e soprattutto il Manchester United.
La cittadina di Leicester, East Midlands dell’Inghilterra, ha registrato boom turistici senza precedenti nel 2015 e nel 2016, con un indotto per il 2015 di £ 1,7 miliardi, e indovinate un po’?
Gran parte del merito va alla cavalcata trionfale del Leicester City in Premier League. Continua la lettura di Arrivederci e grazie, Bernie. Ora la F1 è “libera”

Brand Premium tedeschi verso il declino? (II parte)

Continua dalla prima parte, se non l’hai ancora letta clicca qui.

Alla luce di queste vicende, quali cambiamenti si preparano e cosa potrebbe accadere nel mercato Premium del prossimo futuro?
Quale ruolo giocheranno le Premium tedesche?
Saranno ancora l’oggetto del desiderio?

auto premium

Per rispondere occorre un’analisi approfondita che prenda in esame alcuni aspetti.

Il primo riguarda  le dinamiche dei concorrenti.
Land Rover
e Jaguar sono state cedute dal Gruppo Ford (dove avevano sviluppato le rispettive Gamme in ottica di “downgrading” con prodotti più piccoli ed economici rispetto al loro mercato “core”) alla indiana Tata, colosso dal fatturato prossimo ai 15 miliardi di Dollari.
Grazie a questo apporto di capitali freschi, i due Brand hanno nuovamente puntato la Gamma “verso l’alto”: nuova Range Rover, nuova Evoque e Gamma Xj  per fare qualche esempio.

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Brand Premium tedeschi verso il declino? (I parte)

Il segmento delle auto di prestigio, comunemente detto Premium, è da anni dominato da marchi tedeschi.
Ma qualcosa sta cambiando e minaccia la supremazia teutonica.

Per capire cosa potrebbe succede ai “piani nobili” delle classifiche automobilistiche occorre fare qualche passo indietro e ripercorrere l’ascesa dei marchi tedeschi dell’olimpo dei Brand di prestigio.

Fino al 2007, anno della grande crisi dei “Mutui Subprime”, i tre Gruppi “stellari” GM, Ford e Chrysler occupavano posizioni stabilmente al vertice nel mercato mondiale (fino alla fine del ventesimo GM e Ford erano stabilmente al primo e secondo posto tra i Gruppi automobilistici per numero di auto prodotte globalmente) oltre che nell’immaginario collettivo.
Detroit era la “Città Stato” dell’Automotive mondiale e ad inizio anni 2000 i tre Gruppi avevano collezionato un numero spropositato di Marchi: GM, Ford e Chrysler messe insieme detenevano l’iperbolica cifra di 25 Marchi nelle rispettive “Galassie”.

Proprio a causa delle loro dimensioni, il “Crack Lehman” ha colpito duramente le Big Three che, ricordiamo, furono ad un passo dalla scomparsa.
Per Chrysler e GM fu necessario l’ intervento del Governo Federale, per Ford si fosse proceduto alla dismissione di ben 4 Marchi (Jaguar, Land Rover, Aston Martin) ed alla soppressione del Brand Mercury.
GM abbandonò Saturn, Hummer, Oldsmobile, Saab e cedette le quote detenute in Suzuki e Isuzu.Chrysler – nel frattempo rimasta orfana della Joint Venture con Daimler – procedette alla nota operazione con Fiat.

Il problema, oltre alla elefantiasi dei tre Gruppi, fu l’eccessiva finanziarizzazione dei processi commerciali: in molti, oggi, sono costretti ad ammettere che per molto tempo i tre Gruppi si concentrarono troppo sulla finanza e troppo poco sul prodotto.
Il risultato fu che le “Big 3” del settore Premium diventarono tutte tedesche: Gruppo Volkswagen-Audi, Gruppo Mercedes-Benz, Gruppo BMW.

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Riflessione di un venditore: quel segreto incoffessabile

Ho ricevuto via mail questa riflessione di un venditore, scritta da un amico ed ex collega che si è allontanato dalla vendita auto per aprire una propria attività.
La pubblico senza commentare, per lasciare a chiunque la legga le opportune riflessioni e i relativi commenti.

Andrea

 

C’è qualcosa di speciale in ogni venditore: di pentole, di case, di patate, di automobili, in ogni venditore c’è un fuoco che va alimentato.

E’ compito dei direttori vendita e dei titolari di azienda saper riconoscere un impiegato da un venditore, così da dare al primo gli strumenti per diventare un venditore, e a chi lo è già le giuste motivazioni.

Nelle giuste motivazioni non parlo di soldi, quelli sono una costante che deve, anzi dovrebbe, accompagnare sempre il lavoro di un buon venditore.
Parlo di stima, comprensione, del ricordarsi che dietro ogni venditore, dietro quella grande professionalità (che ovviamente distingue un venditore da un “cacciatore di vendita”), c’è sempre l’uomo.


Lettera da un venditore


Ogni venditore ha un segreto inconfessabile: l’intima, radicata convinzione che sia il migliore
, che lui e solo lui avrebbe trovato la “chiusura” di quella vendita che il collega nella scrivania al suo fianco ha fallito, o come si dice in gergo “bucato”
E’ una piccola stramberia, una leggera follia che accompagna l’essere venditore, il sentirsi venditore. Continua la lettura di Riflessione di un venditore: quel segreto incoffessabile