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Pro e contro dell’ auto elettrica: 10 giorni al volante [esperienza reale]

Ho avuto la possibilità di guidare per una decina di giorni una vettura elettrica. Questo non è il resoconto di un test drive, o almeno non lo è dal punto di vista tecnico. Piuttosto, è una panoramica su pro e contro dell’ auto elettrica, dal punto di vista dell’automobilista di tutti i giorni.

pro e contro dell' auto elettrica

Ogni rivoluzione degna di questo nome nasce sempre da un’idea visionaria e utopica. La rivoluzione della mobilità elettrica si fonda su due capisaldi: ridurre le emissioni nocive e ridurre i costi di gestione dell’automobile. Più tutta una serie di conseguenze dirette e indirette, come il superamento della dipendenza dai combustibili fossili, una meccanica dell’auto più semplice e il comfort di guida.

Ma quali sono esattamente i pro e i contro dell’ auto elettrica? Già, perché è questo ciò che interessa realmente all’automobilista medio, quello che usa quotidianamente la macchina per le normali necessità. Provo a dare qualche risposta sulla base di un test drive di una decina giorni di una Renault ZOE (qui trovi l’articolo con il resoconto della prova).

Pro e contro dell’ auto elettrica

Lo confesso: quando mi hanno proposto un test drive di alcuni giorni di un’auto elettrica come la Renault ZOE non vedevo l’ora di iniziare. Un po’ per la mia innata curiosità verso qualunque veicolo a quattro (o più) ruote, un po’ – lo confesso – per provare l’ebbrezza di andare là dove “osano le auto elettriche”: i vicoli del centro di Roma, solitamente Zona a Traffico Limitato.

Come ho detto, rimando le valutazioni tecniche sulla vettura francese al test drive effettuato per CarPlanner. In questo articolo esprimo delle valutazioni generali sulla mobilità elettrica basate sull’esperienza reale di tutti i gioni. Allora vediamo quali sono i pro e i contro. Continua la lettura di Pro e contro dell’ auto elettrica: 10 giorni al volante [esperienza reale]

Auto diesel: sono ancora così convenienti?

Il mondo dell’automobile si sta evolvendo sempre più rapidamente e in direzioni alquanto imprevedibili.

Capire oggi quale sarà il vero futuro dell’auto è molto difficile. Le case automobilistiche continuano a investire sia su alimentazioni innovative (ibrido, elettrico) sia su quelle tradizionali (benzina, gasolio), ma nessuno sa veramente cosa accadrà nel prossimo decennio.

auto diesel

In questo articolo facciamo il punto della situazione, cercheremo di capire se è ancora così conveniente scegliere un’auto diesel rispetto ad una benzina in virtù delle sempre più stringenti normative antinquinamento. Continua la lettura di Auto diesel: sono ancora così convenienti?

Concorrenza: l’Automotive è il regno dei cartelli

Non sono mai stato tenero con i Marchi tedeschi di auto, e anche su questo Blog ne ho dato prova con diversi articoli a tema. Forse per questo, essendo praticamente una solitaria voce contraria – sulla rete – ad un modello di Business che giudico da tempo deteriore e dannoso per il mercato auto globale visto che, ho pagato caro il mio atteggiamento in termini di collaborazioni ed amicizie professionali verso società e redazioni di settore.
concorrenza
Questo per parlare fuori dai denti. Per cui, si potrebbe pensare, i due scandali del Dieselgate VW e del cartello tra costruttori tedeschi (quest’ultima notizia ha tenuto banco per buona parte dell’estate) avrebbero dovuto mandarmi, come si dice, “in brodo di giuggiole”.
E invece no. Un po’ perché potrei spiegare bene come le avvisaglie dell’uno e dell’altro scandalo erano – secondo me – fin troppo intuibili ben prima della loro contestazione ufficiale e della loro esplosione sui Media internazionali.

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Il web sarà bello, ma ridateci gli autosaloni di una volta!

Che il mondo delle Concessionarie e dei Rivenditori di Auto sia ancora molto distante dalla Rete è un dato di fatto. Diciamolo, più che una virtuosa visione del Business “2.0” l’attenzione ad Internet per molti è nata dalla paura di scomparire.

Dopo la “grande crisi” scaturita dal Crack Lehman, con il periodo 2011-2014 che ricorderemo come uno tra i più neri per il settore auto, il ridimensionamento obbligato dei punti vendita sul territorio ha costretto i Dealer ad entrare in contatto, per necessità, con il mondo del Web.

autosaloni

Ma in un modo o nell’altro si doveva pur cominciare, per rinnovare un modello commerciale e di distribuzione auto che in Italia è rimasto praticamente “ab horigine”, nonostante pure il continuo interesse e spesso l’intromissione delle Case Madri nella gestione della “Dealership”.  Ecco perché alla “conversione Internettiana” di molti Dealer ci credo poco e, da bastian contrario come al solito, lancio la mia opinione controcorrente sulla questione. Continua la lettura di Il web sarà bello, ma ridateci gli autosaloni di una volta!

Automotive Dealer Day: quattro considerazioni personali

Ho partecipato alla quindicesima edizione dell’Automotive Dealer Day, tenutosi alla Fiera di Verona dal 17 al 19 maggio.
Fra le varie cose viste e sentite ne ho tratto quattro considerazioni, ecco quali.

L’Automotive Dealer Day, giunto alla quindicesima edizione, è il principale evento italiano che riguarda il settore Automotive. Organizzato da Quintegia, l’ADD si è tenuto alla Fiera di Verona dal 17 al 19 maggio ed io – ovviamente – c’ero!

Automotive Dealer Day

Il programma di workshop, assemblee e masterclass è stato ricco,  e gli speaker di livello internazionale. Fra le molte cose viste e sentite ce ne sono alcune che mi hanno colpito particolarmente, in positivo e in negativo.  Ti dico quali e la mia interpretazione in merito. Continua la lettura di Automotive Dealer Day: quattro considerazioni personali

I Concessionari auto spariranno? No, ecco 5 opportunità per il futuro

I Concessionari auto sono destinati a sparire! Questa è la cantilena che sento spesso ripetere. Ma stanno davvero così le cose? Secondo me no, ci sono almeno 5 opportunità da cogliere nel futuro digitale.

I Concessionari auto, o Dealer per gli anglofili, sono l’anello di congiunzione tra la filiera Automotive e gli automobilisti. Secondo qualcuno, all’orizzonte si profila una tempesta che spezzerà questo anello, una tempesta “perfetta” che ha il volto liquido e sfuggente del Digital.

concessionari auto

Sta già succedendo in altri settori merceologici: grazie al web e alla tecnologia possiamo acquistare beni e servizi comodamente dal divano del salotto, farceli recapitare a casa e restituirli se non ci aggradano.

Una rivoluzione che ha portato alla scomparsa di un gran numero di negozi fisici, spesso ridotti al rango di espositori dove vedere ed eventualmente provare quello che poi acquisteremo online.

Sarà così anche per l’automobile? I Concessionari auto spariranno per lasciare il posto a saloni virtuali dove scegliere, configurare e acquistare la nostra prossima automobile? Continua la lettura di I Concessionari auto spariranno? No, ecco 5 opportunità per il futuro

Rc auto: il mercato cambierà sotto la spinta della mobilità

Il settore assicurativo è in continua evoluzione, soprattutto quello Automotive, alle prese con le sfide del futuro. L’analisi di Roberto Paolucci. 

Il mercato assicurativo automotive sta cambiando pelle.
RC auto, clausole accessorie, normative passano in rassegna e finiscono sotto la lente di ingrandimento degli osservatori, che verificano con attenzione i nuovi trend a cui è soggetto il settore assicurativo, e le sfide che dovrà affrontare per garantirsi un futuro solido.

RC auto

Da un’attenta analisi del mercato assicurativo risulta che i cambiamenti a cui è soggetto procedono di pari passo con le nuove sfide lanciate dal settore della mobilità.
Ad esplorare da vicino il binomio ha pensato l’Osservatorio Auto di Aiba (Associazione italiana brokers di assicurazioni e riassicurazioni), che lo scorso marzo ha presentato il report 2017, realizzato in collaborazione con Innovation Team e proposto a Roma in occasione del convegno nazionale dell’associazione. Continua la lettura di Rc auto: il mercato cambierà sotto la spinta della mobilità

Furgone frigo usato: 5 cose da conoscere prima di acquistarne uno

Stai cercando un furgone frigo usato? Allora questo post fa proprio al caso tuo!
Ci sono 5 cose che devi assolutamente conoscere per fare la scelta giusta.

L’acquisto di un furgone frigo è un aspetto determinante per la tua azienda.
Che tu sia un padroncino o che gestisca il parco mezzi di una grande azienda, scegliere il mezzo più adatto alle reali esigenze di trasporto è un processo che deve tenere in considerazione doversi fattori. Non ultimo quello dei costi.

furgone frigo usato

Decidere di acquistare un furgone frigo usato può essere una valida soluzione per contenere il costo di acquisto, magari perché in questo momento il devi destinare budget anche ad altre spese.
Attenzione però: risparmiare non deve significare rinunciare, altrimenti a rimetterci sarà il tuo business.

Per scegliere un furgone frigo usato non affidarti al caso, se posso darti un consiglio affidati a chi è in grado di proporti un’ampia gamma di scelta, personale qualificato e servizi pre e post vendita.
Vediamo allora 5 cose da conoscere bene prima dell’acquisto!

Partiamo dall’ATP, è importante sapere cos’è e come funziona. Continua la lettura di Furgone frigo usato: 5 cose da conoscere prima di acquistarne uno

Io e l’auto diesel: storia vera di un pentimento

Due anni fa ho comprato un’auto diesel. Avevo fatto tutti i conti ma dopo 24 mesi ho capito che non è stata una scelta conveniente.
Il motivo è semplice: i diesel non è per tutti!

Correva il mese di Aprile 2015 quando – in questo post – spiegavo che l’acquisto di un’auto è ancora un’esperienza emozionale.
Non ho cambiato idea su questo, ma se potessi tornare indietro non ricomprerei un’auto diesel, dal momento che non si è dimostrata la soluzione più conveniente in base al mio utilizzo.

Perché?
Perché percorrendo tra i 10.000 e i 15.000 chilometri annui con una auto dieselberlina di segmento C, il 70% dei quali su percorsi urbani o sub-urbani, il vantaggio del diesel in termini di di consumi non ripaga il maggio costo di acquisto di un’auto a gasolio rispetto ad un’equivalente con motore a benzina.
E poi vanno messi in conto i costi assicurativi e per la manutenzione, che sulle auto diesel sono superiori a quelle dei benzina.

Se stai pensando di acquistare un’auto diesel leggi cosa ho imparato dalla mia esperienza, potrebbe esserti utile! Continua la lettura di Io e l’auto diesel: storia vera di un pentimento

Mercato auto 2016, cosa hanno comprato gli italiani?

Il mercato auto 2016 si è chiuso con 1.824.968 nuove immatricolazioni in Italia, un sonoro +15,82% rispetto al 2015.
Ma cosa hanno abbiamo comprato e come sarà il 2017?

Ebbene si, possiamo dirlo: quello appena concluso è stato un anno importante per il settore Automotive italiano con 1.824.968 immatricolazioni, ben il 15,82% in più rispetto al 2015.
I dati pubblicati da UNRAE nel Book 2016 raccontano un 2016 che ha portato il mercato automobilistico nostrano lontano dalle paludi degli anni passati, quando era sceso a oltre mezzo milione di targhe in meno.

Certo, sono lontani i fasti del passato con il mercato auto tra i due e mercato auto 2016due milioni e mezzo di immatricolazioni.
E di certo non aiuta il contesto macroeconomico, tutt’altro che rassicurante con una ripresa debolissima, i consumi stagnanti e la disoccupazione galoppante.
Un quadro che deve spingere il Governo a fare di più per l’economia e i singoli settori ad innovarsi e a raccogliere le sfide del futuro, sia quelle tecnologiche che quelle commerciali.
Del futuro parleremo poi ora torniamo all’anno appena concluso.

Com’è andato il mercato auto 2016 in Italia?

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Alla SEAT Ateca il premio “Best Buy Car of Europe in 2017”

SEAT Ateca, il SUV spagnolo da poco lanciato sul mercato, si è aggiudicata il premio “Best Buy Car of Europe in 2017”, assegnato da Autobest battendo gli altri quattro modelli finalisti.

Lanciata solo la scorsa estate in un segmento – quello dei SUV – tra i più affollati e competitivi del mercato, la SEAT Ateca è già riuscita a SEAT Atecafarsi apprezzare piazzando oltre 500 ordini tra settembre e ottobre.
Un bell’inizio per il primo SUV di casa SEAT, che sta contribuendo in maniera decisiva alla crescita del brand in un segmento che raccoglie il 25% del mercato italiano di auto.
Fedele alla tradizione SEAT, la Ateca deriva il suo nome dalla geografia spagnola. Ateca, infatti, si trova nel cuore della penisola iberica ad ovest di Saragozza.

Al salone di Ginevra, era stato Luca de Meo – Presidente di SEAT – a delineare il ruolo della Ateca all’interno della gamma: “E’ destinata a diventare il nostro terzo pilastro portando avanti la formula di successo della Ibiza e della Leon. Il segmento dei SUV ci offre enormi opportunità, per di più l’arrivo del SUV sarà un fattore decisivo per migliorare l’immagine del Marchio. Questa è la nostra sfida chiave“.
SEAT AtecaE la SEAT Ateca ha effettivamente portato quel “plus” al Marchio iberico, solo in Italia ne sono state vendute oltre 550 solo tra settembre e ottobre, con ottime prospettive in chiave futura.
Il motivo del successo, oltre al trend positivo del comparto SUV, è da ricercare nei contenuti e nel design della Ateca, come affermato da Matthias Rabe – Vicepresidente per Ricerca e Sviluppo di SEAT – “La Ateca è una vettura estremamente emozionale, con un design dal puro DNA SEAT, oltre ad una qualità eccellente degli interni“. Continua la lettura di Alla SEAT Ateca il premio “Best Buy Car of Europe in 2017”

Motor Show, la sfida è vinta?

Per gli organizzatori il 2016 era anno della rifondazione del Motor Show di Bologna, capace di rilanciare o affondare la kermesse. Sfida vinta o no?

Nella mia mente da appassionato d’auto, parlare di Motor Show significa rievocare le tante trasferte giovanili, quando quello Motor Showbolognese era un evento atteso tutto l’anno che aveva il sapore di caffè e treni presi all’alba, viaggi di ore e ore (l’alta velocità era meno accessibile a ragazzi che vivevano di “paghetta”), chilometri macinati nei padiglioni della Fiera di Bologna e tanto freddo preso sulle tribune della pista esterna, a volte condito con pioggia e neve.
Erano gli anni ruggenti del Motor Show, quelli degli stand faraonici, degli show tutti lustrini e pailettes, ma soprattutto dei visitatori che superavano abbondantemente il milione di unità, con punte oltre il milione e 300mila visitatori di inizio anni 2000. Continua la lettura di Motor Show, la sfida è vinta?

Accordo FCA e Amazon, ecco perché è “pericoloso” per i Dealer

La collaborazione tra FCA e Amazon ha debuttato il 18 novembre scatenando entusiasmi ed isterie. Non è un’iniziativa particolarmente innovativa ma può essere “pericolosa” per i Concessionari. Ecco perché.

Da quando si è iniziato a parlare di Digital nel mondo Automotive, il FCAmaggior timore di molti operatori (concessionari, venditori etc) è diventato quello secondo il quale il web possa soppiantare la tradizionale filiera commerciale.
In parole povere, che le vendite online facciano sparire figure professionali come quella del venditore. O, nella migliore delle ipotesi, che possano ridurla a mansioni da commesso.

Cominciamo a spazzare il campo e a fare chiarezza: ne ho parlato in un mio post di qualche giorno fa ed è stato Gianluca Italia, Managing Director Italy & EMEA di FCA, a fare chiarezza sul funzionamento dell’iniziativa: Continua la lettura di Accordo FCA e Amazon, ecco perché è “pericoloso” per i Dealer

Brexit: l’industria dell’auto lascia l’Inghilterra?

Gli effetti della Brexit cominciano a farsi sentire in Inghilterra, tanto da mettere in discussione il risultato del referendum di giugno.
Perché? Alcune tra le più grandi multinazionali del Paese, tra cui anche l’industria dell’auto, per timore dei dazi potrebbero decidere di lasciare l’Inghilterra.

Questa prospettiva è piuttosto seria e metterebbe a rischio migliaia di posti di lavoro.
L’impatto sull’economia del Regno Unito sarebbe devastante e gli Brexitscenari davvero insoliti per la Gran Bretagna, da sempre tra i Paesi più solidi nel panorama mondiale.
Nonostante alcune smentite su possibili scenari catastrofici, il timore resta alto. Alcune tra le più grandi banche a livello internazionale infatti, ( come Morgan Stanley e JpMorgan ) starebbero pensando di trasferire alcune centinaia di dipendenti altrove, molto probabilmente in Irlanda. Continua la lettura di Brexit: l’industria dell’auto lascia l’Inghilterra?

L’auto ha un grande cuore: adesso è il momento di mostrarlo

La terra continua a tremare a causa dei terremoti, nel Centro Italia e lentamente cancella borghi, paesi e territori che appartengono al patrimonio storico e artistico del mondo. Ricostruire non vuol dire solo “restituire abitabilità”. Significa ricreare il contesto quel contesto storico e artistico, un’operazione colossale, a pensarci.

Il senso di questo ost ovviamente non è sull’argomento ricostruzione, ma è sul fatto che un territorio è parte integrante di una Società.
Così come parte integrante della Società moderna è diventata terremotil’Auto. Sarebbe dunque importante e suggestivo se il settore Auto si attivasse in quanto settore – in tutte le sue componenti Istituzionali e all’unisono, senza divisioni – a beneficio delle popolazioni colpite dai terremoti continui che stanno colpendo il Centro Italia (e sperando che l’iniziativa non debba ripetersi per altre tragedie), dopo quanto ha già fatto con alcune iniziative importanti (si va dalla donazione di mezzi convenzionali o speciali, alla sospensione delle rate di finanziamento, alle proposte agevolate per tassi e sconti su acquisto di auto in sostituzione di quelle andate distrutte a causa del sisma), azioni fatte soprattutto fatte da Case madri e grandi fornitori del settore.

Per questo mi sono permesso di ipotizzare – con i limiti di chi non opera dentro le Organizzazioni del settore –  alcune iniziative a cui il comparto Automotive “istituzionale” (U.N.R.A.E., Federauto, Aniasa, Assilea tanto per intenderci) potrebbe a sua volta dare vita partendo da un semplice assunto: il mercato auto (a dispetto anche delle previsioni del sottoscritto) quest’anno ha ripreso alla grande. Continua la lettura di L’auto ha un grande cuore: adesso è il momento di mostrarlo

Energia pulita per la mobilità sostenibile,l’esempio di Futur-E

Abbiamo parlato spesso di mobilità elettrica e oggi più che mai la direzione sembra essere questa.
Ma per avere senso, un EV deve essere alimentato da energia “pulita”. L’innovativo progetto Futur-E di Enel ha come obiettivo diminuire i costi dell’energia aumentando l’efficienza e la sostenibilità. E rendere le vecchie centrali dismesse opportunità per il territorio.

Viaggio spesso per lavoro e mi capita con una frequenza sempre maggiore di utilizzare servizi di car sharing, è una soluzione che preferisco rispetto al classico noleggio auto soprattutto quando ho Futur-Eappuntamenti all’interno della stessa città. Il più delle volte per raggiungere uffici o location in centro, generalmente in zone di strisce blu o ZTL.
La scorsa settimana, mentre mi destreggiavo nel traffico di Milano, riflettevo su un aspetto che il car sharing ancora non affronta in maniera decisa: la sostenibilità del trasporto urbano.
In effetti, i maggiori player del car sharing non propongono mezzi elettrici, o lo fanno su numeri ancora troppo piccoli. Continua la lettura di Energia pulita per la mobilità sostenibile,l’esempio di Futur-E

Quei tre giorni di fuoco per il mercato dell’auto

Il dato analitico è inequivocabile: negli ultimi tre giorni di ogni mese viene immatricolato mediamente il 35% delle auto vendute, ma c’è chi arriva al 70%.
Normalità per il mercato dell’auto o anche un pizzico di furbizia?

Che il mercato dell’auto abbia un andamento ondivago nel corso dell’anno è abbastanza normale.
Ci sono mesi “morti”, come gennaio e agosto che pagano il primo lo scotto delle vacanze e delle spese natalizie mentre il secondo quello delle ferie estive, e mesi decisamente più “frizzanti”.

mercato dell'auto
Può invece sembrare un’anomalia il fatto che gli ultimi tre  giorni di ogni mese pesino mediamente fra il 35% e il 40% del totale delle targhe del mese, con punte del 57% di alcuni costruttori nostrani. Continua la lettura di Quei tre giorni di fuoco per il mercato dell’auto

Commissione UE contro Volkswagen nello scandalo Dieselgate

Lo scandalo Dieselgate sembra non conoscere fine e, come previsto, varca i confini d’oltreoceano, per approdare in Europa.

Delle ragioni di questo scandalo e dell’evoluzione dello stesso, abbiamo avuto già modo di parlarne. Avevamo visto che, direttamente o indirettamente, le conseguenze sarebbero state pagate dai piccoli concessionari, le vere vittime di questo scandalo.

Dieselgate

Tuttavia per la Volkswagen le brutte notizie sembrano non finire, dal momento che la Commissione UE si è schierata a favore dei consumatori. Continua la lettura di Commissione UE contro Volkswagen nello scandalo Dieselgate

Mobilità ecologica e auto elettrica: piccolo è bello, ma l’Europa non lo sa

Le vedi ogni tanto in giro : più spesso sembrano vetturette uscite dal mondo di Barbie® o di Big Jim® ma in fondo se non fosse per loro il testimone dell’ auto elettrica sarebbe decisamente abbandonato a se’ stesso.
Invece, grazie a microcar, piccoli veicoli elettrici ma anche a scooter e quad si riesce a vedere un poco di mobilità elettrica incunearsi nelle nostre strade.

Sarà che per anni abbiamo atteso la Santa Guerra dei Costruttori Globali nel settore “100% elettrico” dovendoci rassegnare, per il momento, a non più di 4/5 Marchi in lizza sul mercato.
auto elettricaSarà che le previsioni commerciali per questo particolare segmento di mobilità (e non solo in Italia) prevedono una domanda generalmente molto limitata e probabilmente non ancora in grado di garantire ROI e ammortamenti, come avviene per le motorizzazioni classiche. E questo in tempi di aleatorietà economica è un rischio che nessuno vuole correre. Continua la lettura di Mobilità ecologica e auto elettrica: piccolo è bello, ma l’Europa non lo sa

Elon Musk, figlio di Dusio, di De Lorean o…?

Elon Musk è il personaggio del momento.
Nell’auto con Tesla, nel web con PayPal, nello spazio con SpaceX e nei trasporti veloci con Hyperloop.

Elon MuskVisionario, insofferente alle regole e gran cultore dell’immagine.
Come due “grandi” del passato.

1946, 70 anni fa: Piero Dusio cambia denominazione sociale in Cisitalia Automobili SpA ad una realtà acquisita tempo prima.
Dusio era un moderno Mida.
Nato da famiglia agiata, grazie al suo talento imprenditoriale Piero Dusio aveva impostato un’attività di rappresentanza di materiali tessili per l’Esercito durante la Guerra.
Capite bene cosa significò in termini di ritorno di cassa.
Verso la fine della Guerra Dusio – dal passato di atleta e pilota automobilistico – capisce che il futuro è nella mobilità e nell’auto. Inizia con uno stabilimento di biciclette, passa ai mezzi per l’agricoltura, poi acquisisce il controllo di una società meccanica.
Da cui nasce, nel 1946, la Cisitalia. Continua la lettura di Elon Musk, figlio di Dusio, di De Lorean o…?

Mahindra, Marchionne, Musk. I guru della new age Automotive

Chiudete gli occhi: pensate ad almeno 10 modelli di auto che vi sono rimasti impressi negli ultimi 5 anni.
Facile, vero? Ora, riprovate: pensate ad almeno cinque nomi e cognomi di personaggi a capo di realtà industriali che hanno colpito il Vostro interesse, quelli che definireste “guru”. Più difficile.

E’ vero, direte voi, che i tempi di Lee Iacocca sono ormai lontani.
Però stranamente questi ultimi venticinque anni di mercato globale guruAutomotive hanno trasformato il prodotto auto da bene di utilità strumentale a portatore e veicolo di valori sia oggettivi che intrinsechi.
In parole povere, 25 anni fa esplodeva il fenomeno “Brand fatalmente congiunto con quello della “qualità totale”  e risultato principale furono la fine della dimensione “artigianale” del prodotto auto, la fine del personalismo rappresentato da firme e griffe che fino a poco tempo prima accompagnavano la realizzazione di modelli o versioni esclusive, ma soprattutto la scomparsa del cosiddetto “uomo forte” a beneficio della maggiore visibilità del Marchio (oops, del Brand).
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Suzuki Jimny, al volante del mito 4×4

Basta uno sguardo per capirlo: la Suzuki Jimny è un fuoristrada, nulla a che vedere con i Suv e i Crossover che impazzano sul mercato!
L’ho provata nel suo habitat naturale: la montagna.

La Suzuki Jimny appartiene a quel ristretto numero di automobili Suzuki Jimnycapaci di essere un segmento a se stante.
Nel caso della piccola giapponese, quello dei fuoristradini.
E si che il progetto da cui discende la Jimny di strada – e di fuoristrada – ne ha percorsa parecchia dal 1970, quando la progenitrice LJ 10 nacque attingendo al progetto della Hope Motor Company ON 360 (clicca qui per leggere la storia della gamma SJ).

Insomma, la Jimny è un mito a quattro ruote!
E un mito va provato, possibilmente in quello che è il suo elemento naturale. Continua la lettura di Suzuki Jimny, al volante del mito 4×4

Il new deal del mercato auto: abbasso il Brand, viva le Griffe

Mulliner Park (Rolls Royce), Ghia (Ford), Gordini (Renault), Cooper (Austin Mini) ovviamente Abarth (Fiat) ma anche sporadicamente Matra (per Talbot Peugeot), Daimler (Jaguar); e negli USA Le Baron (per la Chrysler), Eagle (la divisione sportiva di AMC ad opera di Dan Gurney ) mentre  in Giappone infine spiccava Mugen Power per la Honda.

Questo, a memoria, una veloce rassegna che dimentica purtroppo tanti nomi.
E poi, dalla fine degli anni Novanta la dinamica “globalista” dei GriffeMarchi auto, l’opportunità di sviluppare identità di marca e diffondere il concetto assoluto del Brand ha portato lentamente alla scomparsa delle Griffe.
Con questo termine intendo non proprio i Designer o i Centri Stile canonicamente impegnati al disegno di Stile o alla elaborazione in outsourcing di specifiche linee di prodotto o di famiglie di autovetture per conto delle Case madri.
No, le “Griffe” corrispondevano proprio a realtà aziendali di prestigio – partecipate direttamente dai Costruttori o perchè acquisiti o perchè assorbiti dentro la compagine industriale di Marchi o Gruppi – a cui era demandata la “griffatura” di modelli o linee esclusive di auto prodotte dal Costruttore. Continua la lettura di Il new deal del mercato auto: abbasso il Brand, viva le Griffe

Ripresa mercato auto 2016: “to be” o un po’ troppo B2B?

Evvai! Il malato in rianimazione si è ridestato.
Il mercato dell’auto in Italia è riesploso, i primi due mesi hanno fatto, è il caso di dirlo, il “boom”!!
Ecco i toni trionfalistici delle Associazioni di Categoria, UNRAE, Aniasa, Federauto, Assilea.

Le stesse Associazioni che durante le crisi, tuttavia, si erano limitate a chiedere al Governo la riduzione del carico fiscale, o meglio ancora una nuova pioggia di incentivi all’acquisto del nuovo.
Ma si sa, quando le cose vanno bene ci si dimentica dei fattori endemici del mercato auto italiano.

Ad inizio anno mi sono avventurato, unico fino ad ora, a prevedere un 2016 tutt’altro che esplosivo per il mercato Auto .
mercato auto 2016Certo, con qualche settore positivo (vedi i settori Usato, Car Sharing, Veicoli Commerciali) sottolineando però come la crescita a due cifre prevista e sbandierata per Noleggio a Lungo Termine e per immatricolazione nuove auto non ci sarebbe stata.
In verità i numeri di Gennaio e Febbraio mi danno torto, secondo UNRAE i dati dell’immatricolazione auto nuove superano abbondantemente +30% di media per mese rispetto allo stesso bimestre dello scorso anno.
lo stesso Noleggio a Lungo Termine segna un balzo di immatricolazioni del +28,9%  rispetto a medesimo periodo del 2015.
Se poi pensiamo che dobbiamo ancora arrivare ai mesi “caldi” per il mercato auto, la proiezione di fine anno dovrebbe essere strepitosa. Continua la lettura di Ripresa mercato auto 2016: “to be” o un po’ troppo B2B?

Sovraccapacità produttiva, l’auto come il petrolio

Da mesi ormai il prezzo del petrolio è in calo, tra le cause c’è la sovraccapacità produttiva che inonda il mercato di greggio.
Un problema che tocca da vicino anche il settore Auto, con Dealer alle prese con stock difficili da smaltire.
Così, lo sconto diventa l’unica arma e la redditività cala.

Che l’auto sia strettamente legata al petrolio è un dato di fatto, volente o nolente la stragrande maggioranza di auto è alimentata ad idrocarburi.
sovraccapacità produttivaStavolta però, il tipo di alimentazione non c’entra nulla.
L’accostamento nasce spontaneamente osservando il drastico calo del prezzo del petrolio, che tra le sue ragioni ha l‘enorme quantità di greggio prodotto dai paesi estrattori, ben al di sopra delle reali necessità mondiali.
Una situazione paradossale che potrebbe essere affrontata nella maniera più logica: l’eccesso di offerta si combatte diminuendo la produzione, non potendo aumentare ulteriormente la domanda.
Anche un bambino lo capirebbe! Continua la lettura di Sovraccapacità produttiva, l’auto come il petrolio

Formazione auto, orizzonte troppo corto?

Una formazione auto mirata alla crescita nel medio/lungo periodo è indispensabile.
Un assunto che dovrebbe essere scolpito nella testa di tutti ma che, invece, stenta a tradursi in progetti di lunga durata.
Sicuro che convenga vivere alla giornata?

Qualche giorno fa ho chiesto ad un vero esperto della formazione auto, che mi onora della sua amicizia, un giudizio su questo avvio di 2016 nel suo campo.
La risposta mi ha lasciato basito:

“Partiti a razzo! Tutti vogliono fare formazione, dalle Case tantissima confusione e pochi progetti davvero mirati ad una crescita nel medio termine per le proprie reti.
Nessuno che crede e vede un progetto formativo strutturato su due/tre anni per consolidare, cambiare per davvero”. 
 

Mi si è gelato il sangue!
Come è possibile che in un settore come quello Automotive, falcidiato dalla crisi e ora davanti alla prospettiva di una ripresa, non formazione autoci siano progetti di crescita a medio e a lungo termine?
Possibile che, troppo presi dai numeri e dagli obiettivi di immatricolazioni immediati, gli AD delle Case auto prendano in considerazione, al massimo, il periodo di durata del loro mandato? Come ho scritto in questo post, ho paura che sia le Case che i Dealer si siano “ubriacati” di Digital senza però considerare un altro aspetto: il Digital è inutile senza una strategia di lungo periodo e processi per attuarla.
E la formazione auto è una di quelle strategie che vanno implementate, perchè sarebbe assurdo avere la migliore auto sul mercato se i venditori non sono adeguatamente formati. Continua la lettura di Formazione auto, orizzonte troppo corto?

Auto a gas, corsa finita?

Nel 2015 il mercato auto italiano è tornato a crescere ma non per le auto a gas.
Mentre per le auto a benzina e a gasolio la domanda è in aumento, crolla la quota delle auto a Gpl e a metano.
Vediamo i motivi e perché, invece, sarebbe meglio il contrario.   [Aggiornato il 22/02/2017]

L’anno appena passato si è chiuso con un balzo in avanti del mercato auto italiano del 15,8%.
auto a gasNe abbiamo parlato e abbiamo spiegato perchè, nonostante i trionfalismi, è meglio rimanere con piedi per terra.
In una selva di dati con il segno positivo spiccano però quelli relativi alle auto a gas, in decisa controtendenza con il mercato.
I dati pubblicati da UNRAE nel suo Book 2015 fotografano il trend rispetto al 2014, suddiviso per alimentazione:

  • benzina +24,8% con una quota di mercato del 31,2%
  • diesel +16,7% con una quota di mercato del 55,4%
  • Gpl -3,0% con una quota di mercato del 7,7%
  • metano -13,1% con una quota di mercato del 4%
  • ibride +21,5% con una quota di mercato del 1,7%
  • elettriche +32% con una quota di mercato del 0,09%.

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La ripresa del mercato auto è globale, per gli italiani non troppo

Rispuntano un po’ come avevano chiuso, si insediano lungo le vie consolari o ben visibili dalle tangenziali, lasciando i vecchi quartieri in centro città che una volta le ospitavano. Da semplici negozi affaccio strada diventano sempre più degli hangar, vere e proprie città dell’auto visibili pure da Google Hearth. Ritornano, più o meno timidamente, gli “Showrooms”.

Erano e sono fatti per fare entrare gente, e gli operatori di settore ritengono – in maggioranza – che la ripresa del mercato auto quest’anno sarà definitiva e difficilmente invertibile.
ripresa mercato autoSolo  io continuo a pensare che è cambiata un’epoca? Soprattutto in Italia, dove l’automotive non determina più fenomeni sociali, ma li segue.
Da modesto osservatore di settore ho scritto questo Post giorni fa che – per fortuna – ha ricevuto seguito e parecchi commenti, anche (prevedibilmente) negativi.
Ho ipotizzato un 2016 ben diverso da quello che parecchi operatori e professionisti ritengono di vedere al 31/12, e ovviamente so di aver preso un bel rischio.
Perchè, per ora, sono uno dei pochi che si esprime così.
Eppure, basterebbe guardarsi intorno per capire. Continua la lettura di La ripresa del mercato auto è globale, per gli italiani non troppo

Che fine ha fatto l’Alfa Romeo Giulia?

L’Alfa Romeo Giulia è l’auto destinata a sfidare le tedesche e punto di partenza del piano di rilancio del Biscione.
Presentata in pompa magna lo scorso 24 giugno d
oveva essere già in vendita, ma (forse) arriverà tra due mesi.
Semplice ritardo o un’abile strategia di marketing?

L’ho scritto il 26 giugno 2015 in questo post: Alfa Romeo Giulia, buona la prima ma occhio ai passi falsi!
Già, perchè la presentazione – o meglio, l’anteprima – della nuova Alfa Romeo Giuliaberlina del Biscione aveva scatenato l’entusiasmo degli appassionati e la curiosità degli addetti ai lavori.
Di grande effetto l’idea di mostrare per prima la versione più cattiva della gamma, la Quadrifoglio con il motore 3.0 V6 turbo benzina da 510 cavalli, capace di girare al Nurburgring in 7’39” (leggi questo post con qualche precisazione).
E poi la presenza del Grande Capo: Sergio Marchionne aveva presenziato nel rinnovato Museo Storico di Arese annunciando tre obiettivi:

  • una nuova era Alfa
  • 7 modelli nei successivi 3 anni
  • 400.000 unità vendute all’anno entro il 2018

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Il 2016 per l’Automotive italiano sarà sotto il segno “meno”

Il mondo dell’Automotive italiano e i Media di settore stendono il tappeto rosso al 2016 che arriva, forti del milione e mezzo (e spiccioli) di nuove immatricolazioni che l’anno passato ha fatto vedere.
Soprattutto rassicurati dal timido ritorno della leva finanziaria (acquisto a rate, leasing, noleggi) e dal basso prezzo del petrolio che, si sa, è sempre un aiutino non da poco alla ripresa dell’uso dell’auto.

Senza contare che i Dealers stanno sfregandosi le mani per

automotive italiano
Mercato Italia 2015 – Fonte ANFIA

l’orgasmo ambientalista di sindaci sprovveduti che hanno
tormentato gli automobilisti con targhe alterne, blocchi ed altre amenità del genere, senza alcun effetto sull’aria.
Ma come al solito sono pochi quelli che hanno il coraggio di dire che le cose non stanno per niente a posto. Continua la lettura di Il 2016 per l’Automotive italiano sarà sotto il segno “meno”