GP della Cina

F1, GP della Cina: abituarsi a vincere

Il secondo Gran Premio della stagione di Formula 1, disputato in Cina, ha visto la vittoria di Hamilton davanti a Vettel.
Ecco cos’è successo nel resoconto di Matteo Cavedoni di Puresport.

Lewis Hamilton è molto abituato a vincere.
Nel GP della Cina ha calato il suo terzo Grand Chelem della carriera, pole position, giro più veloce in gara e vittoria conducendo tutta la gara in testa.

GP della Cina il podio

Non è una cosa facile da ottenere in questa era di molteplici cambi gomme durante ogni singola gara. Ha piazzato una pole position perentoria, una partenza perfetta, una guida esemplare in condizioni difficili, un passo gara martellante e anche una discreta dose di fortuna.

Senza fortuna è sempre difficile vincere una gara in cui ci sono cambi di condizione tra asciutto e bagnato, a maggior ragione quando si parte con il dubbio tra slick ed intermedie.
La Mercedes è abituata a vincere, così a distanza di soli quindici giorni dalla gara sofferta di Melbourne ha sfoggiato la velocità e la consistenza che l’hanno resa il punto di riferimento tecnico dell’era delle power unit ibride.

GP della Cina Hamilton

Le temperature basse di Shanghai hanno aiutato le vetture di Stoccarda a poter gestire la gara senza il patema del consumo eccessivo degli pneumatici, che attualmente sembra l’unico tallone di Achille potenzialmente invalidante per le frecce d’argento.
Valtteri Bottas è molto meno abituato a vincere e la cosa è apparsa evidente quando ha pensato bene di girarsi in regime di safety car, gettando alle ortiche qualsiasi possibilità realistica di finire a podio. Scaldare le gomme zigzagando è pericoloso, lo dico sempre ai miei piloti, adesso ci credono!

GP della Cina Bottas

La Ferrari non è abituata a vincere.
Certamente la safety car dovuta allo sfortunato (al contrario di quello sciagurato del sabato) crash di Giovinazzi ha rovinato irrimediabilmente la strategia aggressiva adottata con il passaggio prematuro di Vettel alle coperture slick, ma il resto l’ha fatto da sola.

E’ stata pura follia tenere il tedesco scalpitante per così tanti giri dietro a Raikkonen, strepitosamente loquace nell’informare il team di avere ripetuti problemi di potenza. Solo gli stolti si indignano davanti agli ordini di scuderia, quando una azienda spende più di mezzo miliardo di euro per far correre due vetture per una stagione ha stramaledetto diritto di chiedere ai propri (ottimamente pagati) piloti di sacrificare la propria gloria personale a favore dell’interesse del team.

GP della Cina Vettel and Raikkonen

Per vincere bisogna essere spietatamente pragmatici.
La mia personale stella polare su come si diriga un team sarà sempre ciò che fece alla Parigi-Dakar Jean Todt quando era direttore sportivo della Peugeot.
I suoi piloti Vatanen ed Ickx erano gli unici contendenti rimasti alla vittoria finale ma lui voleva scongiurare una lotta fratricida che avrebbe solo comportato rischi inutili per spingere al massimo, così una sera in una tenda sperduto in mezzo all’Africa tirò una monetina per decidere chi dei due avrebbe vinto e quale avrebbe dovuto piegarsi ai suoi insindacabili ordini di scuderia. Gli ordini furono rispettati in pieno, quale pilota vinse non ve lo dico, non importa: vinse Peugeot.

GP della Cina Vettel

Sebastian Vettel si ricorda ancora come si fa a vincere.
Ha fatto due sorpassi perentori, si è preso a ruotate con Ricciardo ed è riuscito a mettere sotto pressione quel gran vampiro automobilistico che è Verstappen.

Ha avuto contro tutti: gli avversari, il meteo, la sfortuna, il compagno di squadra e il team, sia in ambito strategia sia in ambito gestione sportiva.
La sua fortuna qual è? La sua fortuna è che è abituato a vincere e quindi vincerà ancora.
«Raikkonen era impegnato in altre cose questo weekend».
La battuta di Marchionne è stata magistrale, meglio non era possibile definire il finlandese visto a Cina.

GP della Cina Raikkonen

La Red Bull non vuole perdere l’abitudine a vincere e, anche senza mostrare performance sorprendenti, ha tenuto in alto le proprie vetture per tutta la gara concretizzando un ottimo terzo posto con Verstappen.
L’olandese è l’incarnazione della vittoria. Ogni volta ci mette tutto quello che ha e i risultati lo premiano. Il primo giro di gara è da antologia, neanche in un film di terza categoria si sognerebbero mai di presentare un eroico protagonista che guadagna 9 posizioni in un solo giro.

GP della Cina Verstappen

Ricciardo forse ancora non si è abbastanza abitato a vincere, gli è capitato ma erano eventi sporadici, così quando c’è da lottare per le posizioni che contano veramente non ce la fa e cede il passo al vampiro.
Dietro si sono viste delle prestazioni eccellenti, dei risultati sorprendenti e dei terribili errori… ma niente che riguardi il vincere, quindi ne pareremo la prossima volta.

Tu che impressioni hai avuto dal GP della Cina?
Vettel e Hamilton a pari punti, chi la spunterà in Bahrein?

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