F1

Arrivederci e grazie, Bernie. Ora la F1 è “libera”

Lo sport è molto più che sport, è denaro!
Liberty media, la società che gestirà la F1, sembra avere idee chiare su come riaccendere la passione dei tifosi di motori.
E nessuno sa spettacolarizzare come gli americani.

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Il calcio, così come molti altri sport, è un veicolo.
Lo hanno capito gli arabi, lo hanno capito i cinesi, lo hanno capito gli americani. C’è chi lo nega, un po’ per essere snob, un po’ forse per genuina antipatia verso questo sport in cui “22 scemi in mutande corrono dietro a un pallone”.

Immaginate cosa sarebbe Barcellona senza l’FC Barcelona, ‘Més que un club’, lo si legge a caratteri cubitali al Camp Nou (in catalano e non F1in spagnolo, attenzione) ed è così, molto più che un club, le code chilometriche di persone in fila per accedere al museo e farsi un selfie sulle tribune sembrano quasi più dense di quelle fuori dalla Sagrada Familia.
Immaginate Madrid senza il Real Madrid, anzi no aspettate, immaginate Manchester senza il Manchester City e soprattutto il Manchester United.
La cittadina di Leicester, East Midlands dell’Inghilterra, ha registrato boom turistici senza precedenti nel 2015 e nel 2016, con un indotto per il 2015 di £ 1,7 miliardi, e indovinate un po’?
Gran parte del merito va alla cavalcata trionfale del Leicester City in Premier League.

Lo sport è molto più che sport, è teatralità, è spettacolo e, soprattutto, è denaro.
L’impatto di un grande evento sportivo e mediatico su una determinata città è enorme e incalcolabile. Non c’è solo l’incasso che puoi quantificare, ci sono poi gli hotel che sono pieni, i ristoranti che sono pieni, i bar e i pub e ci sono i turisti e i curiosi e gli appassionati che comprano libri e dvd e profumi e vestiti e qualunque altro acquisto vi possa venire in mente, solo perché si trovano geograficamente nella tua città per questa o quella partita.

Nessuno sa spettacolarizzare e lucrare su un evento sportivo quanto gli americani.
Perché sanno fare marketing e perché hanno quella grandeur e quella faccia di tosta di prendersi la scena prima ancora di aver F1montato il tendone, passatemi la figura metaforica. Per questo chiamano il campionato di baseball World Series.
Quant’è fastidiosamente e meravigliosamente americano tutto ciò? La chiamano world series quando sono solo loro a prenderne parte e in uno sport, per altro, più o meno sommariamente ignorato in molte altre parti del mondo.

Noi abbiamo la F1, mai come ora in crisi d’identità e in crisi di critica e di pubblico.
La crisi di pubblico, più che i freddi numeri, riguarda il disamore che si è creato tra il pubblico europeo e la F1 principalmente a causa dei nuovi format, con troppe regole astruse e i nuovi circuiti in paesi con zero tradizione automobilistica.
Anche se, va detto, a volte le critiche sembrano fatte un po’ per forza. Trovo se non altro curioso che gli stessi che criticano i nuovi circuiti, alcuni dei quali spettacolari se non altro per coreografia (Shanghai e Abu Dhabi son mica niente male), se la prendano poi anche con i circuiti storici che alla bisogna vanno difendendo a spada tratta.
Ho letto troppe volte che il GP di Monaco non ha senso, “pochi sorpassi”, sento dire.
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Verissimo. Ma se si tratta di circuiti storici, per tradizione e cornice, il Gran Premio di Monte Carlo è tra i 4-5 più importanti e su questo non può esserci dubbio.

Ci sono dubbi e musi lunghi e spallucce sul futuro della F1 in mano a Liberty Media, società mass media fondata nel 1991 e con sede di Colorado.
Si può pensare quel che si vuole riguardo agli statunitensi ma riescono a riempire stadi da 250.000 posti con Nascar, nessun altro sport al mondo ci riesce.
Il futuro è positivo. Perché gli statunitensi ascolteranno e prenderanno spunto, trasformeranno la F1 in uno show nuovo, diverso, evoluto rispetto allo sport che fu, ma questo è inevitabile perché il mondo cambia.
F1E come ha detto di recente un noto giornalista auto, gli americani sono in grado di capire, forse meglio di chiunque altro, che al centro dello sport c’è il piacere del pubblico, e non deve essere solo uno strumento per arricchire un gruppetto di uomini vecchi e già molto ricchi.

Abbiate fede, come dice il detto cambiare tutto per non cambiare nulla e la F1 cambierà completamente, per rimanere sé stessa.

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