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Concorrenza: l’Automotive è il regno dei cartelli

Non sono mai stato tenero con i Marchi tedeschi di auto, e anche su questo Blog ne ho dato prova con diversi articoli a tema. Forse per questo, essendo praticamente una solitaria voce contraria – sulla rete – ad un modello di Business che giudico da tempo deteriore e dannoso per il mercato auto globale visto che, ho pagato caro il mio atteggiamento in termini di collaborazioni ed amicizie professionali verso società e redazioni di settore.
concorrenza
Questo per parlare fuori dai denti. Per cui, si potrebbe pensare, i due scandali del Dieselgate VW e del cartello tra costruttori tedeschi (quest’ultima notizia ha tenuto banco per buona parte dell’estate) avrebbero dovuto mandarmi, come si dice, “in brodo di giuggiole”.
E invece no. Un po’ perché potrei spiegare bene come le avvisaglie dell’uno e dell’altro scandalo erano – secondo me – fin troppo intuibili ben prima della loro contestazione ufficiale e della loro esplosione sui Media internazionali.

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Il web sarà bello, ma ridateci gli autosaloni di una volta!

Che il mondo delle Concessionarie e dei Rivenditori di Auto sia ancora molto distante dalla Rete è un dato di fatto. Diciamolo, più che una virtuosa visione del Business “2.0” l’attenzione ad Internet per molti è nata dalla paura di scomparire.

Dopo la “grande crisi” scaturita dal Crack Lehman, con il periodo 2011-2014 che ricorderemo come uno tra i più neri per il settore auto, il ridimensionamento obbligato dei punti vendita sul territorio ha costretto i Dealer ad entrare in contatto, per necessità, con il mondo del Web.

autosaloni

Ma in un modo o nell’altro si doveva pur cominciare, per rinnovare un modello commerciale e di distribuzione auto che in Italia è rimasto praticamente “ab horigine”, nonostante pure il continuo interesse e spesso l’intromissione delle Case Madri nella gestione della “Dealership”.  Ecco perché alla “conversione Internettiana” di molti Dealer ci credo poco e, da bastian contrario come al solito, lancio la mia opinione controcorrente sulla questione. Continua la lettura di Il web sarà bello, ma ridateci gli autosaloni di una volta!

I Concessionari auto spariranno? No, ecco 5 opportunità per il futuro

I Concessionari auto sono destinati a sparire! Questa è la cantilena che sento spesso ripetere. Ma stanno davvero così le cose? Secondo me no, ci sono almeno 5 opportunità da cogliere nel futuro digitale.

I Concessionari auto, o Dealer per gli anglofili, sono l’anello di congiunzione tra la filiera Automotive e gli automobilisti. Secondo qualcuno, all’orizzonte si profila una tempesta che spezzerà questo anello, una tempesta “perfetta” che ha il volto liquido e sfuggente del Digital.

concessionari auto

Sta già succedendo in altri settori merceologici: grazie al web e alla tecnologia possiamo acquistare beni e servizi comodamente dal divano del salotto, farceli recapitare a casa e restituirli se non ci aggradano.

Una rivoluzione che ha portato alla scomparsa di un gran numero di negozi fisici, spesso ridotti al rango di espositori dove vedere ed eventualmente provare quello che poi acquisteremo online.

Sarà così anche per l’automobile? I Concessionari auto spariranno per lasciare il posto a saloni virtuali dove scegliere, configurare e acquistare la nostra prossima automobile? Continua la lettura di I Concessionari auto spariranno? No, ecco 5 opportunità per il futuro

Mercato auto 2016, cosa hanno comprato gli italiani?

Il mercato auto 2016 si è chiuso con 1.824.968 nuove immatricolazioni in Italia, un sonoro +15,82% rispetto al 2015.
Ma cosa hanno abbiamo comprato e come sarà il 2017?

Ebbene si, possiamo dirlo: quello appena concluso è stato un anno importante per il settore Automotive italiano con 1.824.968 immatricolazioni, ben il 15,82% in più rispetto al 2015.
I dati pubblicati da UNRAE nel Book 2016 raccontano un 2016 che ha portato il mercato automobilistico nostrano lontano dalle paludi degli anni passati, quando era sceso a oltre mezzo milione di targhe in meno.

Certo, sono lontani i fasti del passato con il mercato auto tra i due e mercato auto 2016due milioni e mezzo di immatricolazioni.
E di certo non aiuta il contesto macroeconomico, tutt’altro che rassicurante con una ripresa debolissima, i consumi stagnanti e la disoccupazione galoppante.
Un quadro che deve spingere il Governo a fare di più per l’economia e i singoli settori ad innovarsi e a raccogliere le sfide del futuro, sia quelle tecnologiche che quelle commerciali.
Del futuro parleremo poi ora torniamo all’anno appena concluso.

Com’è andato il mercato auto 2016 in Italia?

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Sovraccapacità produttiva, l’auto come il petrolio

Da mesi ormai il prezzo del petrolio è in calo, tra le cause c’è la sovraccapacità produttiva che inonda il mercato di greggio.
Un problema che tocca da vicino anche il settore Auto, con Dealer alle prese con stock difficili da smaltire.
Così, lo sconto diventa l’unica arma e la redditività cala.

Che l’auto sia strettamente legata al petrolio è un dato di fatto, volente o nolente la stragrande maggioranza di auto è alimentata ad idrocarburi.
sovraccapacità produttivaStavolta però, il tipo di alimentazione non c’entra nulla.
L’accostamento nasce spontaneamente osservando il drastico calo del prezzo del petrolio, che tra le sue ragioni ha l‘enorme quantità di greggio prodotto dai paesi estrattori, ben al di sopra delle reali necessità mondiali.
Una situazione paradossale che potrebbe essere affrontata nella maniera più logica: l’eccesso di offerta si combatte diminuendo la produzione, non potendo aumentare ulteriormente la domanda.
Anche un bambino lo capirebbe! Continua la lettura di Sovraccapacità produttiva, l’auto come il petrolio

Il 2016 per l’Automotive italiano sarà sotto il segno “meno”

Il mondo dell’Automotive italiano e i Media di settore stendono il tappeto rosso al 2016 che arriva, forti del milione e mezzo (e spiccioli) di nuove immatricolazioni che l’anno passato ha fatto vedere.
Soprattutto rassicurati dal timido ritorno della leva finanziaria (acquisto a rate, leasing, noleggi) e dal basso prezzo del petrolio che, si sa, è sempre un aiutino non da poco alla ripresa dell’uso dell’auto.

Senza contare che i Dealers stanno sfregandosi le mani per

automotive italiano
Mercato Italia 2015 – Fonte ANFIA

l’orgasmo ambientalista di sindaci sprovveduti che hanno
tormentato gli automobilisti con targhe alterne, blocchi ed altre amenità del genere, senza alcun effetto sull’aria.
Ma come al solito sono pochi quelli che hanno il coraggio di dire che le cose non stanno per niente a posto. Continua la lettura di Il 2016 per l’Automotive italiano sarà sotto il segno “meno”

Quanto guadagna il concessionario?


“Ma quanto guadagna il concessionario sull’auto che mi sta vendendo?”
E’ una domanda che probabilmente ti sarai posto quando hai acquistato la tua auto, o magari te lo sei chiesto leggendo i prezzi dell’auto dei tuoi sogni.
La risposta è: molto meno di quello che pensi! Leggi qui.

Qualche tempo fa ho scritto un post (clicca qui per leggerlo) dedicato ai guadagni dei venditori di auto, un po’ per soddisfare la curiosità di chi me lo chiedeva, un po’ per sfatare il mito che a quanto guadagna il concessionariovendere auto si facciano soldi a palate.
Di conseguenza, ho deciso di scrivere questo post per spiegare quelli che sono i margini di guadagno del Concessionario (chiamato anche Dealer).
Perchè, secondo me, c’è la percezione (sbagliata) che un Concessionario si metta in tasca una bella fetta del prezzo di una vettura.
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Il business della mobilità rottamerà il business dell’auto

Al CES 2016 di Las Vegas, il CEO di Ford Mark Field ha delineato il futuro con due dati: il business dell’auto vale 2,3 trilioni di dollari, il business della mobilità ben 5,4 trilioni di dollari.
Cominciamo a disegnare il futuro, perchè il cambiamento sarà epocale!

Noi italiani siamo un gran popolo, di santi, poeti, navigatori…e automobilisti.
Siamo disposti a fare grandi sacrifici, ma l’auto no, non toccatecela!
Sarà che il nostro è il paese di Marchi storici dell’automobilismo, sarà che in fondo ci sentiamo sempre in dovere di dimostrare la nostra grande abilità al volante, ma consideriamo l’auto  un po’ come l’estensione del nostro corpo: non possiamo e non vogliamo rinunciarvi!
Eppure le cose stanno cambiando.
Negli Usa ne sono sicuri: Il business della mobilità rottamerà il business dell’auto!

Vincenzo Massaro di The Academy ha scritto un bel post sui Millenials (puoi leggerlo a questo link), cioè su quei ragazzi nati tra la fine degli anni ’80 e gli anni 2000 che saranno i clienti del futuro (qui puoi trovare un approfondimento sui Millenials). Continua la lettura di Il business della mobilità rottamerà il business dell’auto

Ancora incentivi statali per l’auto? Ma anche no

Ho letto di recente l’intervista di un importante manager del settore secondo il quale gli incentivi statali per l’auto sarebbero utili, anzi necessari.

Non è importante chi sostenga questa tesi, ma è frustrante notare quante persone non capiscono che gli incentivi (ipocritamente definiti ecoincentivi) sono stati una droga che ha falsato il mercato.
Incentivi statali per l'autoUna droga che si è rivelata un boomerang per il settore e per molti imprenditori molto poco lungimiranti.
La storia degli incentivi statali al settore del’auto in Italia inizia nel 1997, quando viene varata la prima campagna rottamazione.

Il concetto era semplice: tu automobilista rottami la tua vecchia auto e io Stato ti riconosco un contributo.
Un principio “nobile”, volto a svecchiare il parco auto contribuendo all’acquisto di vetture più ecologiche ma fortemente voluto dalla filiera Automotive, interessata a vendere e fatturare.
Una formula replicata anche in anni successivi che, con importi e modalità differenti, è arrivata fino al 2009. Continua la lettura di Ancora incentivi statali per l’auto? Ma anche no

La crisi del mercato Automotive italiano non finirà mai più (a qualcuno conviene così)

Volete uno storico delle immatricolazioni di auto in Italia?
Lo trovate a questo link nel quale sono indicate, dal 1929 al 2014, i dati relativi alle immatricolazioni di auto nuove e ai passaggi di auto usate.

I periodi nei quali si è toccato quota due milioni sono, in 85 anni di dati registrati, 5 anni tra il 1988 ed il 1992 (ricordiamo a quanto girava l’economia nazionale in quegli anni) e poi il periodo tra il 1997 ed il 2009, ulteriori 12 anni nei quali si sono materializzati contemporaneamente tre misure di ecoincentivo pubblico, l’overdose finanziaria a supporto delle vendite e un’ offerta di gamma auto nuove stratosferica.
L’anno scorso, per intenderci, il mercato ha chiuso come il 1979, l’anno delle lotte sindacali, della Scala Mobile, della tensione terroristica, l’anno di coda della crisi energetica mondiale.

Per tornare ai livelli del 2007, il mercato dovrebbe crescere dell’80%.
Crisi 1Figuariamoci, non è in agenda, chiaramente.
Perchè il problema non è ritrovare “numeri” nelle vendite, il problema è ritrovare redditività (e fedeltà del Cliente).
Gli indicatori di “Fleet&Mobility” resi pubblici l’anno scorso parlano chiaro: dai 44,9 miliardi di Euro di fatturato derivante dalle vendite di nuovo del 2007 siamo passati ai 23,7 miliardi di Euro realizzati dal sistema distributivo nazionale nel 2013. Con una sola boccata di ossigeno derivante dal valore medio del nuovo venduto: un contratto di vendita valeva in media 17.850 Euro nel 2007, e valeva 18.031 Euro nel 2013. Continua la lettura di La crisi del mercato Automotive italiano non finirà mai più (a qualcuno conviene così)

Acquistare auto online, realtà o fantasia?

Gli acquisti online sono in costante aumento, sul web si può acquistare di tutto e da tempo si parla anche della possibilità di acquistare auto online.
E’ realtà o è ancora una suggestione?


BMW ha messo a punto un programma di intelligenza artificiale (per ora senza finalità di vendita) chiamato “i Genius” in grado di interagire con il potenziale cliente via web come se fosse un venditore in carne ed ossa.
L’e-commerce per l’auto è già realtà o stiamo parlando di fantasia?

Partiamo da alcuni dati a livello globale che riguardano l’e-commerce nel suo complesso.
Le vendite sul web muovono un fatturato di circa 1.500 miliardi di acquistare auto onlinedollari con un incremento del 20% annuo.
La situazione varia a seconda dell’area geografica, in Europa la parte del leone la fanno Gran Bretagna, Germania e Francia (che complessivamente muovono quasi l’ 80% dell’e-commerce europeo) mentre sono in forte espansione i paesi dell’est con la Russia che dovrebbe crescere del 200% nel triennio 2015-2018.
Secondo alcuni analisti, entro due anni la Cina supererà gli Usa.

L’Italia muove numeri molto piccoli, secondo Eurostat meno del 15% degli italiani acquista online.
I motivi sono diversi, principalmente riconducibili a:
– bisogno di “toccare con mano” il prodotto;
– attaccamento al contante;
– timore bei confronti dei pagamenti online;
– paura di non ricevere il prodotto;
– scetticismo dovuto alla difficoltà di esercitare il diritto di recesso.

Ma veniamo al settore Automotive: quante persone sono disposte ad acquistare un’ auto online?
E quante lo hanno fatto realmente?

Il rapporto dell’ Osservatorio Findomestic 2015 dice che i cinesi sono quelli con la più alta percentuale di “propensione ad acquistare auto online”, il motivo è da ricercare nell’età media molto bassa della società consumatrice in Cina.
I dati sono interessanti: in Cina il 61% dei consumatori acquisterebbe un auto online, negli Usa il 36%, in Italia il 44% in Gran Bretagna il 42%, fanalino di coda nella UE è il Belgio con l’8%.
Se tiriamo una media, 32% dei consumatori mondiali acquisterebbe auto online. Continua la lettura di Acquistare auto online, realtà o fantasia?

La guerra di cifre fra Toyota e Volkswagen: chi è stato il più bravo?

E’ più bravo chi vende più auto o chi guadagna di più?
La domanda può essere banale e altrettanto la risposta: chi vende più auto guadagna di più.
Ma non è così: un aspetto fondamentale per valutare un costruttore sono gli utili che produce.

A gennaio, come ogni anno, è uscita la classifica mondiale dei costruttori automobilistici basata sul numero di auto vendute.
Il primato è ambito dalle Case Auto e, storicamente, è sempre andato a gruppi americani o giapponesi.
Anche il 2014, come il 2013, ha proposto la sfida fra Toyota e Volkswagen (intesi come Gruppi, non come semplici marchi): una prima graduatoria dell’ 8 gennaio che premiava Volkswagen è stata poi corretta il 21 gennaio assegnando lo scettro nuovamente a Toyota.
I numeri dicono che Toyota ha venduto 10,23 milioni di automobili contro i 10,14 mln. di Volkswagen, alle loro spalle di piazza GM con 9,92mln, giù dal podio Renault-Nissan (8,50 mln.), Hyundai-Kia (8,01 mln.), Ford (5,91 mln.), FCA (4,55 mln.), Honda (4,55), PSA (3,14 mln. ) e Suzuki (2,9mln).

toyota e volkswagen
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