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Il web sarà bello, ma ridateci gli autosaloni di una volta!

Che il mondo delle Concessionarie e dei Rivenditori di Auto sia ancora molto distante dalla Rete è un dato di fatto. Diciamolo, più che una virtuosa visione del Business “2.0” l’attenzione ad Internet per molti è nata dalla paura di scomparire.

Dopo la “grande crisi” scaturita dal Crack Lehman, con il periodo 2011-2014 che ricorderemo come uno tra i più neri per il settore auto, il ridimensionamento obbligato dei punti vendita sul territorio ha costretto i Dealer ad entrare in contatto, per necessità, con il mondo del Web.

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Ma in un modo o nell’altro si doveva pur cominciare, per rinnovare un modello commerciale e di distribuzione auto che in Italia è rimasto praticamente “ab horigine”, nonostante pure il continuo interesse e spesso l’intromissione delle Case Madri nella gestione della “Dealership”.  Ecco perché alla “conversione Internettiana” di molti Dealer ci credo poco e, da bastian contrario come al solito, lancio la mia opinione controcorrente sulla questione.

Ci vorrebbero di nuovo gli Autosaloni di una volta, quei punti di incontro fisico che allo stesso tempo erano luoghi di contrattazione, ma anche supporto gestionale e culturale all’automobilista che intendeva comprare un’auto. Sembrano passati secoli dall’epoca in cui i venditori di salone accoglievano i visitatori non solo per spiegare un nuovo modello, ma per informare su novità di legge, su temi di dibattito, su nuove tendenze di mercato.

Come un tempo, perché fino a poco prima della crisi l’Autosalone era il perno totale del rapporto tra Cliente potenziale e Rivenditore. Questo ha influenzato e “viziato” il modello di rapporto tra cliente e rivenditore. In più, almeno per quanto riguarda l’Italia, si è raggiunto dieci anni fa un record di vendite trainato quasi esclusivamente dalla presenza capillare di Punti vendita e di eventi “on the road”.

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Se a questo leghiamo l’attitudine, se non addirittura la provenienza, imprenditoriale e culturale di molti Dealer da “palazzinaro”, si capisce perché il supporto esclusivamente “fisico” alla vendita fosse un modello imprescindibile e capillare. Ora che la guerra ai costi fissi è diventata un imperativo, pare che chiudere punti vendita fisici e aprire nuovi canali Web sia equivalente. E invece non è così.

Resta spazio per una nuova concettualizzazione degli Showroom, che da semplici negozi diventino luoghi multifunzionali. Dal commercio di ricambi e tuning, compreso il mondo ancora sconosciuto dell’elettrico (in quanti Saloni si può oggi acquistare una “Smart Box” o ricaricare un’auto elettrica?). Al “mobility management“, dove l’Autosalone è il perno di attività parallele (car sharing e car pooling, ad esempio).

Fino ad attività formative in tema: sarebbe davvero così assurdo adibire ad autoscuola – con le relative licenze e autorizzazioni – una parte di molti sterminati Showroom in molti casi forniti di pista prova? Oppure fornire un supporto consulenziale sul trattamento fiscale dell’autovettura strumentale per molte piccole Partite Iva?

Insomma, per i vecchi Autosaloni, purché ben strutturati, la vita può continuare. E voi, che ne pensate?

 

5 commenti su “Il web sarà bello, ma ridateci gli autosaloni di una volta!”

  1. Chi vuole veramente comprare va e andra’ sempre in concessionaria/autosalone per toccare con mano l’oggetto del desiderio. Internet spesso e’ tanta fuffa annoiata perditempo che genera lead incocludenti, Ottimo articolo. Bravo!

    1. Non necessariamente. O meglio, le dinamiche commerciali seguono l’andare dei tempi, oggi più dell’80 dei potenziali clienti inizia la ricerca dell’auto online, e sempre online ricerca informazioni sui concessionari e anche sui venditori con cui entra in contatto.
      Quindi guai a sottovalutare il ruolo del web, chi lo sta sfruttando al meglio fa la differenza, e si porta a casa nuovi clienti.
      Ah, molto spesso i lead sono inconcludenti perché è completamente sbagliato il processo di Lead Generation applicato.

    2. @Masci, grazie per l’apprezzamento. Per quanto riguarda la opinione che esprimi su “Internet”, il timone che ha indirizzato il mio pezzo non è stata la critica al Web . Tutt’altro, visto che anzi ho criticato una modalità “pizza e fichi ” di ancora tanti Dealers che intendono per accesso al Web la creazione al massimo di un Sito statico e qualche augurio di Buone Feste sulla paginetta Facebook, tanto per intenderci. E potrei fare un elenco di nomi. In realtà il mio è un allarme. Attenti Dealers che tendenzialmente agite più per “copia e incolla” con la concorrenza che non per autonomia decisionale. Non è che con la “moda” del Web Vi dimenticate di valorizzare ed arricchire i Saloni di vendita fisici? Un saluto e grazie ancora.

  2. @Marco, grazie per il Tuo commento. In verità nessuno pensa di escludere il supporto del web come supporto informativo. Ma non dimentichiamo neppure che l’auto è una estensione dell’ego di un automobilista. Non dimentichiamo che oltre alle auto di nuova produzione il mondo dei motori vive di esemplari da collezione, di auto d’epoca, di bibliografie, di gadgets. E di socialità. Basti pensare che l’operazione “Cafè Renault” che nessuno capì 20 anni fa oggi sta riprendendo piede in modo trasversale. Non dico di specializzarsi su quello. Dico che secondo me insieme ai numeri di mercato è tornata nel mondo dell’auto il desiderio di “toccare” fisicamente il prodotto dei propri sogni. Vediamo se avrò ragione. Per intanto, grazie.

  3. Si, è vero in particolare per me, ma quanti hanno poi il tempo per visitare i saloni; se si lavora, se si deve fare la spesa settimanale ecc… il tempo è poco e quindi il web diventa essenziale di sera o nei ritagli di tempo si fà un giro per i saloni-web.

    saluti
    mvm di http://www.carmatic.eu.

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